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24 novembre 2012

Il Marketing al tempo della FINE DEL MONDO (End of the World Economy - Cap. 4)

Avete visto tutti i film consigliati nel Capitolo 3 del "manuale" End of the World Economy?
Se non lo avete fatto credo sarà difficile riuscire ad arrivare in fondo a questo percorso "ermeneutico" con piena soddisfazione. Ma ci proveremo lo stesso; magari quando citerò i film avrò cura di spiegare brevemente il contesto, per permettere a chi non li ha visti di comprendere comunque i riferimenti post-apocalittici della cinematografia a cui si attinge per favorire il processo di immaginazione e immedesimazione.
Fotogramma dal film "The Road", in assoluto uno dei più bei film post-apocalittici mai realizzati.

Riprendiamo il percorso per capire come sopravvivere nella Nuova Economia, quella della Fine del Mondo. E lo facciamo introducendo un tema a me caro (per passione, oltre che per deformazione professionale): il Marketing.

Il Marketing insegna molto sulla natura dell'uomo, poiché si pone come obiettivo la soddisfazione dei bisogni del singolo, il che fornisce importanti strumenti di analisi e pianificazione, che sfociano nell'analizzare aspetti antropologici chiave per la previsione del comportamento umano.
Uno di questi strumenti è la Piramide di Maslow.

La Piramide del famoso psicologo statunitense non fa altro che mettere in ordine i bisogni umani, da quelli primari a quelli di autorealizzazione. Maslow affermava che l'uomo si dedica alla soddisfazione di un bisogno ad un gradino più alto della Piramide solo se ha soddisfatto quelli presenti nel gradino precedente. Il Marketing tiene presenti questi aspetti in ogni fase del ciclo di vita di un prodotto, dalla produzione alla promo-commercializzazione.

Sebbene esistano versioni più o meno dettagliate dei "gradini" della Piramide, la schematizzazione classica dei bisogni è la seguente:
  1. Bisogni fisiologici (fame, sete, sonno)
  2. Bisogni di sicurezza (salvezza, protezione)
  3. Bisogni di appartenenza (affetto, identificazione)
  4. Bisogni di stima (prestigio, successo)
  5. Bisogni di realizzazione di sé (piena realizzazione delle proprie potenzialità, realizzazione delle aspettative, posizione soddisfacente nel gruppo sociale)
Grazie all'evoluzione, al progresso e al benessere diffuso, le società occidentali sono sempre più prese nella realizzazione dei bisogni dal terzo step in poi.
Con la Fine del Mondo, quale che sia la casistica, molto probabilmente ci troveremo a dover soddisfare i due gradini iniziali.

Ecco, in gergo tecnico, subiremo una regressione dei bisogni. Una Piramide di Maslow rovesciata, dove le priorità saranno bere, mangiare e dormire senza la paura di essere uccisi nel sonno.
Il film The Road aiuta ad immaginare perfettamente lo scenario: scarsità di risorse e lotta per l'approvvigionamento di esse.
[Continua ...]


23 novembre 2012

Filmografia essenziale sulla Fine del Mondo (End of the World Economy - Cap. 3)

[Segue da Cap. 2]
Ora che sono state esplicitate, in linea del tutto teorica, le fini del mondo possibili a cui andiamo incontro, è arrivato il momento di fare un sforzo di immaginazione e immedesimazione: dobbiamo pensare a cosa implicano praticamente, a quali scenari andiamo incontro.

Per evitare che si rimanga sul piano teorico, ritengo che il lettore debba fare uno sforzo di astrazione e immaginarsi come sarebbe il mondo (o cosa resta di esso) dopo uno degli eventi elencati nel Capitolo 2.

Per farlo ho pensato ad un aiuto infallibile: una filmografia essenziale di film catastrofisti. Non c'è niente di meglio delle immagini e della finzione cinematografica per aiutare lo spettatore ad immedesimarsi. Per questo, pur amando i libri e ritenendoli di gran lunga superiori a film per capacità di creare cultura e veicolare informazioni, in questa sede vi suggerirò solo film.


L'elenco che segue riconduce ogni film ad una o più delle possibili fini del mondo precedentemente presentate. Tuttavia alcuni di essi partono descrivendo la vita dopo un evento apocalittico non meglio precisato, quindi sono stati collegati agli eventi scatenanti compatibilmente con lo scenario post-apocalittico descritto nel film.

  • Contagion28 giorni dopo28 settimane dopoL'esercito delle 12 scimmie, Io sono leggenda (Pandemia)
  • 2012 (Eruzione supermassiva, Tempesta solare)
  • Codice Genesi (Distruzione della biosfera a causa dell'inquinamento, Allargamento del buco dell'ozono, Regressione tecnologica a causa di una tempesta solare, Collasso gravitazionale di una supergigante rossa)
  • 2022: i sopravvissuti (Distruzione della biosfera a causa della sovrappopolazione)
  • I figli degli uomini (Estinzione dell'uomo per sterilità della specie)
  • Deep Impact (Impatto astronomico)
  • Waterworld (Effetto serra supermassivo)
  • The Day After Tomorrow - L'alba del giorno dopo (Glaciazione globale)
  •  Equilibrium (Guerra nucleare globale)
  • The Road (Distruzione o compromissione della biosfera a causa di una guerra nucleare, Pioggia acida estesa a livello globale, Estinzione di una specie di insetti chiave per la vita delle piante) 
Ognuno di questi film è da vedere prima del 21 dicembre 2012. Buona visione!



NOTA: Per ragioni simili a quelle relative all'esclusione delle "apocalissi religiose", sono stati esclusi film sulle fini del mondo per mano aliena. Non che non creda agli alieni, ma questo tipo di End Of The World richiederebbe più di un mese per essere affrontato, e quindi per senso pratico (e per fini pedagogici che via via scoprirete) ci limiteremo a quel tipo di fine del mondo che, oltre ad una motivazione scientifica, ha un qualche margine di "gestibilità" per i sopravvissuti.

22 novembre 2012

Quale fine del mondo? (End of the World Economy - Cap. 2)

[Segue da Cap. 1]
Prima di addentrarci nei consigli per sopravvivere alla fine del mondo, dobbiamo innanzitutto porci una domanda: cosa intendiamo per fine del mondo?
Escludendo le ipotesi di religioni, sette e movimenti esoterici, la fine del mondo è generalmente ricondotta a queste casistiche:
  1. Fine dell'umanità 
  2. Distruzione chimica, fisica o biologica della biosfera
  3. Inversione del campo magnetico terrestre 
  4. Distruzione della litosfera e del pianeta Terra 
  5. Distruzione del Sole
  6. Distruzione della Via Lattea
Fra queste, non ci occuperemo di quelle che cancelleranno definitivamente ed irrimediabilmente ogni traccia di essere umano (n° 4, 5 e 6). Perché? Perché venendo a mancare "il soggetto economico", mancherà evidentemente un'Economia di qualsiasi tipo; si tratterà infatti di eventi così repentini da non contemplare un transitorio nel quale i miei consigli avrebbero senso.

Restano quindi le casistiche 1, 2 e 3, scomposte nelle diverse eventualità ipotizzate da scienziati e catastrofisti di professione:
  1. Fine dell'umanità 
    1. Pandemia
    2. Distruzione della biosfera a causa dell'inquinamento
    3. Distruzione della biosfera a causa della sovrappopolazione
    4. Distruzione o compromissione della biosfera a causa di una guerra nucleare
    5. Regressione tecnologica a causa di una Tempesta Solare
    6. Estinzione dell'uomo per sterilità della specie
  2. Distruzione chimica, fisica o biologica della biosfera
    1. Impatto astronomico
    2. Allargamento del buco dell'ozono
    3. Collasso gravitazionale di una supergigante rossa
    4. Effetto serra supermassivo
    5. Eruzione supermassiva
    6. Estinzione di una specie di insetti chiave per la vita delle piante che si riproducono mediante impollinazione
    7. Glaciazione globale
    8. Guerra nucleare globale,
    9. Pioggia acida estesa a livello globale
  3. Inversione del campo magnetico terrestre 

Come si può vedere, ad eccezione dell'evento 3, ogni "fine del mondo possibile" ha una molteplicità di modi per accadere. A questo punto, la domanda chiave è: quale fine del mondo ci aspetta??
Ai posteri l'ardua sentenza. Comunque noi, nel countdown che ci porterà al 21/12/2012 attraverso i post della categoria "End of the World Economy", ci disporremo ad affrontarle tutte.


NOTA: Sono state escluse le Fini del Mondo di matrice religiosa, perché per quelle non vale l'approccio scientifico di questi scritti, indi nessun consiglio avrebbe senso.
L'unica cosa che posso dirvi è che, semmai dovesse capitarvi di vedere in giro quattro cavalieri, uno vestito di bianco, l'altro di rosso, il terzo di nero e il quarto verde rancido, inginocchiatevi e pregate!
[Continua ...]

21 novembre 2012

L'Economia al tempo della FINE DEL MONDO (End of the World Economy - Cap. 1)

La chiusa dell'ultimo post mi ha ricordato che anni fa volevo scrivere un manuale di sopravvivenza alla fine del mondo per trader e mercato finanziario in generale.
La cosa al tempo mi sembrava estremamente ironica, visto che:
  1. sicuramente la finanza sarebbe crollata un attimo prima della fine del mondo (perché, come tutti sanno,  i mercati scontano in anticipo gli eventi);
  2. dopo non ci sarebbe stato bisogno di finanza, poiché si sarebbe tornati ad un'economia di sussistenza.
Oggi il tema mi fa sorridere molto meno, ma forse proprio per questo è un "esercizio" che val la pena di fare, per comprendere appieno le contraddizioni del nostro tempo.
Visto, poi, che manca un mese a questa misteriosa data del 21 dicembre 2012, non voglio perdere l'occasione di dare qualche consiglio, da esperto millenarista, quale sono.

Essendo i temi da affrontare tanti e complessi, li affronterò giorno per giorno, in questo mese che ci separa dalla ipotetica fine del mondo. I post saranno catalogati con l'etichetta "End of the World Economy", che, essendo in inglese, può significare sia Economia della Fine del Mondo, che Fine dell'Economia Mondiale. Ai lettori lascio la libertà di far prevalere l'una o l'altra interpretazione.


Ma c'è proprio bisogno di un altro blog che gioca sul catastrofismo? No, ma una riflessione sui ritmi del nostro sviluppo e le relative conseguenze è più che urgente.

C'è un pezzo della canzone  "Countdown to Extintion" dei Megadeath che nel delirio musicale adolescenziale (NdR: durante il quale, come è noto, si ascolta solo la musica, senza capire molto del significato dei testi) non avevo colto:
One hour from now,
another species of life form
will disappear off the face of the planet
forever... and the rate is accelerating
(Un'ora da ora,
un'altra specie di forma di vita
scomparirà dalla faccia del pianeta
per sempre ... e il tasso è in accelerazione)
Ed è esattamente quello che stiamo vivendo oggi. Solo che la nostra mente va sistematicamente in protezione e tende ad accettare che siano tantissime altre forme di vita a scomparire, ma non la specie umana.
Chissà poi perché, visto che sul piano biologico siamo infinitamente meno efficienti e resilienti di un batterio.

Da oggi in poi, quindi, chi vorrà, potrà seguire su questo blog dei consigli per sopravvivere nell'Economia della Fine del Mondo. E riflettere sulla natura umana. Che ha tanto da dirci...
[Continua...]

12 novembre 2012

Picco del petrolio e Città di Transizione

L'altro ieri sono stato ad un interessante workshop, a Rovereto, dal titolo "Ma cos'è una Città di Transizione?".

Dopo i corsi sullo sviluppo sostenibile con Ingegneria Senza Frontiere, conferenze e dibattuti sulla Decrescita, anni di ricerca sull'Economia Sostenibile e un latente "attivismo green", pensavo di averle viste un po' tutte le ricette per aumentare la finestra di permanenza della specie umana sulla faccia della Terra.
Invece la proposta del Movimento di Transizione mi è suonata nuova, soprattutto nell'approccio metodologico: niente pretesa di cambiare il mondo con politiche globali, ma cambiamento dal basso, favorendo i processi di partecipazione e di auto-organizzazione delle comunità.

Le Città di Transizione (Transition Towns) sono alla base di un movimento fondato dall'ambientalista Rob Hopkins circa 7 anni fa. L'obiettivo del progetto è di preparare le comunità ad affrontare la doppia sfida costituita dal riscaldamento globale da una parte e del picco del petrolio dall'altra.
Soprattutto quest'ultimo aspetto mi ha in un certo senso allarmato. Sembra infatti che non sia all'ordine del giorno di nessun governo l'affrontare la sfida, ormai imminente, della fine della risorsa energetica per eccellenza. Eppure si tratta di un fatto inevitabile: la primaria risorsa fossile su cui si basa la nostra economia e le nostre società si sta rapidamente esaurendo; abbiamo superato il picco produttivo quest'anno e già nel 2015 mancherà un 10%  di petrolio rispetto alla domanda globale.
Se a questo aggiungiamo gli altri "picchi" (picco dei metalli, dei minerali, del suolo, dell'acqua, del debito, della salute), è evidente che è sempre troppo tardi per impegnarsi nel cambiamento.

E invece niente. Ho appena finito di ascoltare il primo confronto televisivo fra i 5 candidati alla Primarie del Centro-Sinistra, e nessuno ha lontanamente parlato non solo di questo problema, ma nemmeno di quello ambientale o del riscaldamento globale. Se escludiamo un vago accenno al nucleare (in chiave meramente polemica e non programmatica), non c'è stata traccia della tematica ambientale e energetica negli interventi di nessun candidato. Poveri noi.

Ma forse non importa preoccuparsi, la fine del mondo è comunque vicina, al 21 dicembre 2012 mancano meno di 40 giorni...


7 novembre 2012

Chanel N° 5: c'era proprio bisogno di Brad Pitt?

È arrivato il momento di creare una nuova "etichetta" per i post raccolti in questo blog: Advertising Age (in onore di una celebre rivista sul mondo della pubblicità e dei mass media).

Una nuova categoria di post per parlare di pubblicità e comunicazione, rispetto alla "storica" Economia e Marketing, perché già unire il marketing con l'economia è stata una forzatura, ora attribuire questa categoria alle mie analisi delle pubblicità contemporanee mi sembra proprio fuori luogo (anzi, ri-catalogherò i vecchi post in cui ho parlato di advertising).

Ecco quindi lo spot pubblicitario che, proprio per la mancanza di strategie di comunicazione interessanti, mi ha indotto ad inaugurare la nuova categoria: "There you are" di Chanel.


Ritengo l'idea di base, quella di utilizzare un testimonial uomo, invece delle solite donne-simbolo, buona; ma la realizzazione pessima.

Il monologo di Brad Pitt non riesce ad emozionare, non essendo supportato né da immagini, né da musiche che aiutino lo spettatore ad entrare emotivamente in risonanza con la "dichiarazione d'amore" che fa.
L'assurdità finale, poi, è che la dichiarazione d'amore sia al profumo, non alla donna che lo porta (bastava evitare di dire il nome del prodotto alla fine, sarebbe stato più elegante).

Usare poi un'icona come Brad Pitt (affermatissima ma poco "contemporanea"), ha sporcato l'idea (buona in sé, lo ripeto) di affidare ad un testimonial uomo la promozione dello Chanel N° 5.
Gli uomini hanno regalato per decenni questo profumo alle donne perché volevano vedere in esse le Marilyn Monroe che non erano. Le donne lo compravano per dare la stessa illusione agli uomini.
Ma nello spot attuale non c'è processo di immedesimazione che regga: lui è distante, ineguagliabile, lei semplicemente non si vede. Tutto è trasposto su un piano troppo platonico per generare impulso di acquisto.

Ecco, per questo non credo lo spot funzioni sul piano commerciale. Forse un po', ma solo un po', ha una sua valenza per tener viva la brand awareness; anche se qualsiasi passaggio di 30 secondi in prima serata per un mese l'avrebbe avuto, a prescindere dalla bontà del concept.


Io tifo Obama

Mi sono sempre schierato in politica, non per delirio di affermazione della mia opinione, ma per rispetto del valore della testimonianza del singolo, in un sistema democratico.
In questa ottica ideale, e in un contesto globalizzato come quello in cui viviamo, anche se la mia opinione non ha alcun peso, val sempre la pena di ribadire quello in cui si crede.

Seguirò con trepidazione i risultati delle elezioni americane (di seguito riporto una mappa con le proiezioni); e spero vivamente che Barack Obama possa fare del proprio meglio per altri 4 anni.

30 ottobre 2012

Principi Generali di Internet - un contributo

Ieri ho partecipato ad un interessante momento di confronto organizzato dalla Fondazione ahref sui Principi fondamentali di Internet. È stata una consultazione pubblica funzionale al processo di definizione "dal basso" dei principi che dovranno regolare uno dei beni più preziosi del terzo millennio: la Rete.

Il documento che in questi incontri si va definendo costituirà la posizione italiana sui principi di Internet al prossimo Internet Governance Forum (IGF)A questo link è presente la bozza redatta dagli esperti designati dal Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca, che può essere oggetto di modifiche e integrazioni da parte di tutti i cittadini.
La consultazione pubblica si avvale anche di una piattaforma online dove leggere e votare le proposte di modifica del documento sopra segnalato. Vi riporto di seguito due miei contributi, con il link al sito nel quale poter indicare se si è d'accordo o meno:
I lettori più "attenti" di questo blog scorgeranno, in queste proposte di integrazione, sia la mia passione per il Web, sia la mia avversione per gli attuali sviluppi degli algoritmi dei motori di ricerca. Un buon motivo, quindi, per votarle entrambe!
La consultazione, che si è aperta il 18 settembre, si concluderà il 1° novembre 2012.



24 ottobre 2012

Io voto Matteo Renzi


Alle Primarie 2012 del Centrosinistra io voto Matteo Renzi.
E mi auguro di poterlo votare anche alle prossime politiche.

È ormai un anno che non sono più iscritto al Partito Democratico, ma questa candidatura ha di nuovo riacceso la speranza nel cambiamento e la voglia di credere nel PD.
Alle scorse Primarie mi ero rifiutato di seguire la logica del "voto il meno peggio" e non avevo partecipato. Scrivevo a tal riguardo in un post: «Il Nuovo non deve aver paura di rompere con il Passato, altrimenti è anch’esso parte di quel sistema.»

Finalmente il Nuovo è arrivato. E sebbene non sia immune da critiche (ma quale politico lo è?), Renzi rappresenta sicuramente un'opportunità di rinnovamento della leadership del Partito e, speriamo, anche una valida scelta per la guida del futuro Governo.

Pur avendo già maturato tale scelta, venerdì scorso sono andato, con Maria Giovanna e Marica, a sentire la sua presentazione all'Auditorium Santa Chiara di Trento.
Mi è parso un intervento molto convincente, perché ha esposto chiaramente i punti centrali del suo programma senza alcun accenno di critica di tipo individuale ai senior del PD. Si è limitato a fare un'introduzione di tipo "metodologico", sulla necessità del cambiamento, visto che negli ultimi vent'anni tutto è cambiato (dalla tecnologia all'economia, dalla cultura alla società) tranne la classe politica italiana. Come dargli torto?

Un po' troppo scenografico e "studiato" negli slogan, se devo fare un appunto ai suoi consulenti di comunicazione, ma forse è solo deformazione professionale.

Marica, che era con me vicinissima al palco, non ha mancato di farsi notare con qualche capriccio di troppo, e lui è stato molto simpatico nel togliermi dall'imbarazzo: «Io sono molto contento che i bambini piccoli vengano ai miei comizi; loro un po' meno!»

L'Auditorium era gremito, segno che forse tanto "Bersaniana" Trento non è. Ma, soprattutto, segno che la figura di Matteo Renzi avvicina, o riavvicina, molte persone alla politica (giovani e meno giovani).
Chi fra i vecchi leader del PD ignora questo dato di fatto, compie un enorme errore strategico prima ancora che politico.

Historia magistra vitae

A Renzi vorrei solo ricordare una cosa: "historia magistra vitae". Chiunque, in millenni di storia politica dei 5 continenti, si sia posto in una logica di contrapposizione e abbia rifiutato "il Vecchio" in maniera ideologica, ha sempre fatto una brutta fine (o ha instaurato "nuove" dittature).
A tal riguardo mi piace ricordare un fatto saliente accaduto durante la Guerra del Peloponneso...

Nel 406 a.C. Atene vinse la flotta spartana presso le isole Arginuse, ma i comandanti ateniesi furono accusati di aver abbandonato i naufraghi e quindi, secondo gli ideali e le leggi della Polis, giustiziati. Per via di lotte intestine la città si privò in questo modo di un collegio di generali di cui in quel momento aveva un disperato bisogno. Nel 405 Lisandro sorprese la flotta ateniese (priva ormai di qualsiasi generale con un minimo di esperienza), presso la foce dell'Egospotamo, nello Stretto di Dardanelli, e la distrusse completamente.
In seguito alla sconfitta subita in tale battaglia, Atene fu assediata e nel 404 fu occupata dagli Spartani, che vi instaurarono un governo oligarchico (il cosiddetto "Regime dei trenta tiranni").

Ecco, Matteo, medita su questo. Per quanto colpevoli, non è mai saggio giustiziare i vecchi generali.

Ma Renzi ce la farà?

Mi sembra opportuno, in linea con lo spirito ottimista e di speranza di "cambiamento Adesso!" che anima i sostenitori di Matteo Renzi, concludere pubblicando i risultati di un sondaggio cui ho partecipato recentemente su una piattaforma per studenti universitari. 
I risultati non lasciano spazio ad interpretazioni: Renzi è preferito come candidato del Centrosinistra sia a Bersani che a Vendola.
Ora non resta che attendere una nuova era, della Politica e della Partecipazione.



22 ottobre 2012

Più che un restyling, una nuova idea di sito web

Parlando in codice, il WWT passa alla V5, una nuova versione grafica che abbandona il layout della V4 e cerca di consentire una più veloce ed intuitiva fruizione dei contenuti, tramite uno sguardo d'insieme su tutti i post. Tale impostazione era già in nuce nella V3, ma l'attuale template consente più opportunità di navigazione, tramite un apposito menù che personalizza la visualizzazione dei post in Home Page:


In tutte le opzioni di navigazione è poi presente un menù destro a scomparsa, che consente la selezione delle etichette con le quali sono stati tematicamente raggruppati i post, l'accesso all'archivio cronologico e il rimando ad altri contenuti esterni.
Rispetto a tutte le altre versioni, particolare cura è stata posta anche nelle pagine statiche del menù orizzontale, che presentano per la prima volta informazioni su di me e che in futuro ospiteranno highlight su i progetti che sto portando avanti.