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7 giugno 2019

Moody's, Minibot, Italexit e la Sindrome di Cassandra

Non sono un fan delle agenzie di rating. Manipolano il mercato, non sono mai obiettive perché hanno interessi incrociati e, soprattutto, perché non fanno bene il loro lavoro: i rating sono dati come si dà la pacca sulla spalla ad un amico, o si fa lo sguardo ammonitore ad un bambino discolo, senza riuscire davvero ad entrare negli specifici business per capire se sono sani o no; di conseguenza, non prevedono le crisi finanziarie ed economiche (si pensi a come era considerata Lehman Brothers poco prima del fallimento che ha dato il via alla crisi del 2008).

Detto ciò, quando ho letto la notizia che l'agenzia di rating Moody's ha visto nell'operazione minibot dell'attuale Governo italiano "un primo passo verso la creazione di una valuta parallela e la preparazione dell'uscita dell'Italia dall'Eurozona", mi sono detto: meglio tardi che mai!

Già, perché lo dico da un po' che il piano è quello. Tra l'altro, se gli attuali governanti giallo-verdi non tirano fuori il coniglio dal cilindro (senza trucchi!), non c'è modo di andare avanti con i conti in ordine. Inoltre, l'Italexit è un tema su cui Lega e 5 Stelle potrebbero ritrovare l'intesa persa. 

E siccome mi capita spesso di fare meste profezie che si avverano puntualmente, in politica, economia ed anche sul lavoro, temo di soffrire della Sindrome di Cassandra.
Però oggi mi sta perseguitando una domanda: ma Cassandra, aveva il dono della preveggenza o, semplicemente, portava sfiga?? 



10 febbraio 2019

SEO e Voice Search: come cambierà il posizionamento su Google

Da alcuni mesi ho introdotto due "espedienti formativi" nell'Ufficio Marketing di Sesamo:
  • un bonsai Ficus Ginseng 
  • un dispositivo Google Home
Il bonsai è una pianta di cui prendersi cura e ci insegna che ogni giorno dobbiamo fare azioni specifiche per farla crescere in salute. E questo vale per tutti i progetti web e marketing, in particolare quelli di posizionamento sui motori di ricerca; sono qualcosa di "vivo", non basta aver fatto il setup una volta, serve cura e attenzione continua per farli crescere.

Lo smart speaker di Google è un oggetto con cui, semplicemente, dobbiamo imparare ad interagire. E nel farlo capiamo come sta evolvendo questa nuova dirompente tecnologia che è il Voice Search


Perché occuparsi di Ricerca Vocale? Perché io credo sarà il futuro campo di gioco (o di guerra) per chi si occupa di comunicazione e di S.E.O. (Search Engine Optimization).

Si stima che entro il 2020 il 50% di tutte le ricerche sarà di tipo vocale e il 30% delle sessioni web avverrà senza utilizzare schermi e tastiere. Dobbiamo quindi essere in grado di far evolvere i nostri progetti web verso questo scenario inevitabile. 
E dobbiamo capire che fare SEO non sarà più qualcosa che afferisce al posizionamento solo sui motori di ricerca web, ma riguarderà il posizionare contenuti su più piattaforme, più database, più fonti di informazioni per gli assistenti vocali.

COME CAMBIA LA SEO CON LA RICERCA VOCALE?

Chi usa il Voice Search con Google Assistant (sui dispositivi Google Home o sul proprio smartphone) o con Alexa (sui dispositivi Echo di Amazon), sa già che l'Intelligenza Artificiale di cui sono equipaggiati arriva a scomporre il linguaggio e riesce a dare risposte e feedback diversi in base a diversi meccanismi di attivazione.
Andando ad analizzare questi meccanismi di attivazione, avremo un'idea di quella che sarà l'evoluzione della SEO per il posizionamento dei contenuti. 

Quanto segue vale prevalentemente per le ricerche su e in Google, ma non escludo che alcune considerazioni saranno valide anche per altre piattaforme che usano assistenti vocali, come la stessa Alexa di Amazon (che sempre più viene utilizzato per ricercare informazioni sui prodotti, non solo per comprare), oppure Cortana di Microsoft e Siri di Apple.

1) Innanzitutto il CONTESTO.

Google sa se sei in macchina, in ufficio o a casa e, a parità di domanda, ti darà risposte più adeguate al contesto in cui ti trovi. 
Chi segue questo blog, ricorderà che la "diversificazione delle risposte" nelle SERP (Search Engine Results Page) e la perdita dell'oggettività del risultato è qualcosa di ormai vecchio e consolidato. Scrivevo nel 2012: "La strategia è chiara: non una, non cento, non mille, ma milioni di SERP differenti".

Con il Voice Search andremo ben oltre lo "user intent", già oggi interpretato nelle ricerche su Google da potenti algoritmi di machine learning, come Hummingbird e RankBrain. La voce, infatti, fornisce una moltitudine di informazioni che possono arricchire la ricerca verbale con informazioni paraverbali (tono di voce, ritmo, volume, etc.) che comunicano al dispositivo molto più delle mere parole: la voce ci dà informazioni sulla persona che invia il messaggio, come sta, che situazione emozionale sta vivendo, che intenzioni ha, e addirittura "perché ci sta facendo quella domanda", qual è il suo scopo ultimo. 
Il contesto, quindi, non è solo un concetto di luogo, di dispositivo utilizzato, ma un insieme di variabili che includono "il soggetto che pone la domanda", il come la pone, che finalità può avere la sua domanda dato il suo vissuto (presente e passato!).
Posizionare un contenuto, sia esso nel web o meglio ancora nell'indice di Google (perché il web diverrà solo una fonte dove attingere a delle informazioni strutturate), richiederà sempre più uno sforzo progettuale, per realizzare e catalogare contenuti per specifici contesti

Per usare una frase ad effetto che i SEO specialist ben conoscono, passeremo dal Content is the King al Context is the King!


2) Poi le parole di attivazione, le TRIGGER WORDS.

Nell'esperienza d'uso di Google Home ho notato l'importanza delle parole di attivazione. Provate anche voi a cercare in maniera "secca" un'azienda non famosa, con nome proprio, ragione sociale o nome + payoff. Di solito le domande con keyword secche, non danno risposta (a meno che non si tratti di realtà famose, nel qual caso il dispositivo ricorre a siti con knowledge base strutturata, come Wikipedia, e vi dà una risposta basata su un archivio terzo).
Ma ottenere un sito web di un'azienda non famosissima, come risposta da un dispositivo Google Home, non è cosa facile. Potete chiedere "chi è l'azienda X", "cosa fa X", etc. Saranno molto probabilmente domande senza risposta.
Provate invece a chiedere "dov'è l'azienda X" e vedrete che, se il SEO Specialist ha correttamente impostato Google MyBusiness con la localizzazione dell'attività, il vostro Google Assistant vi risponderà con l'indirizzo dell'azienda.
Capire quali sono i database cui attingono le Intelligenze Artificiali e individuare le modalità (multiple, mai univoche) per attivare l'accesso ad essi sarà importante per fare SEO.
Se chiedete a Google Home "qual è il verso del gatto?", vi farà ascoltare un bel "miaoo". E questa risposta la otterrete anche con la frase di attivazione "come fa il gatto?". Ultimamente, Google introduce la risposta con una frase, tipo "Questo è un gatto + verso del gatto", come a dire: quale che sia quello che mi hai chiesto, questo è quello che sono in grado di risponderti.

In ogni caso, la chiave per ottenere la risposta, è una chiara parola di innesco che Google riesce ad interpretare univocamente e per la quale sa dove andare a reperire le informazioni (Google Maps, nell'esempio della domanda con l'avverbio interrogativo di innesco "dove").

Chiamerò queste parole obiettivo "Trigger Words", ovvero parole di innesco, parole che "fanno scattare qualcosa"; tali combinazioni di parole (possono essere avverbi, verbi e combinazioni di più elementi), sono già oggi determinanti per generare la corretta ricerca sui dispositivi che usano il Voice Search, per cui gli utenti sempre più impareranno a unirle alle KeyWords, per ottenere risposte utili alle loro esigenze, e coerenti al contesto che stanno vivendo.

Io credo che la SEO di domani sarà quindi sempre più basata sull'uso congiunto di parole di innesco e parole chiave. Prima il focus erano le KeyWords, in futuro saranno le Trigger Words abbinate alle KW.


COME OTTIMIZZARE I SITI WEB PER IL POSIZIONAMENTO TRAMITE VOICE SEARCH

Arrivati a capire le dinamiche che sottostanno all'evoluzione delle ricerche degli utenti e della tecnologia usata dai motori di ricerca, immagino molti si domanderanno come tecnicamente fare un'ottimizzazione SEO per contenuti che dobbiamo posizionare per ragioni commerciali (perché è il nostro lavoro o perché vogliamo massimizzare l'incontro della domanda potenziale di un prodotto/servizio con il nostro prodotto/servizio).

Ovviamente non posso svelare tutto (è un settore molto competitivo :-) quello dove lavoro), ma credo che nel futuro prossimo ci saranno indirizzi di sviluppo per il web che arriveranno direttamente da Big G, come già in parte avviene con il rilascio delle API per lo sviluppo di dispositivi compatibili nel settore della domotica. Così come oggi tutti gli esperti SEO utilizzano i dati strutturati (un tempo esisteva solo un progettino chiamato Schema.org), così un domani avremo etichette per indicare il contesto, le trigger words e l'abbinata con le keywords.

Ma già da subito, quando scrivete i vostri testi, i vostri meta, quando progettate i vostri siti web, pensate in termini di CONTEXT > TRIGGER WORDS > KEYWORDS.

4 febbraio 2019

Volt, ovvero #VoltiamoPagina


Sabato scorso (2 febbraio 2019), ho partecipato al Primo Congresso Nazionale del partito Volt Italia.
Volt è un movimento paneuropeo e progressista che propone un modo di fare politica nuovo e inclusivo. Dalle posizioni che ha, potrebbe essere un partito di centro-sinistra riformista, ma queste catalogazioni non reggono alla prova dei tempi che viviamo, anzi, risultano addirittura arcaiche.
Diciamo che è un movimento dai grandi ideali e realmente interessato al Bene Comune, soprattutto perché è il primo Partito che nasce direttamente “europeo”, non come emanazione di partiti nazionali.

Ci sono arrivato quasi per caso, dopo un primo contatto avvenuto appena a dicembre 2018. Stavo cercando un modo di portare la Liquidità Distribuita sul fronte dei temi caldi da trattare durante la campagna per le elezioni europee di maggio, e nessuno dei partiti tradizionali sembrava prestare ascolto.
In Volt, invece, ho trovato subito interesse e disponibilità ad accogliere nuove proposte; inoltre, cosa per me inimmaginabile fino a poco tempo fa, hanno un chiaro percorso di collaborazione dal basso per la stesura delle policy, che diventeranno le proposte sostenute dal Partito a livello europeo.

Non so se Volt Italia riuscirà a raccogliere le firme per partecipare alle elezioni europee, ma so una cosa: l’Unione Europea è davvero a rischio e serve l’impegno di tutti per evitare che le imminenti elezioni distruggano un progetto politico ed economico che non ha alternative credibili.

Certo l’Europa va riformata, serve una vera FEDERAZIONE di stati amici, non una CONFEDERAZIONE di stati litigiosi, e lo si può fare solo facendo convergere l’interesse dei singoli verso l’interesse comune.
Che poi è il nocciolo della Liquidità Distribuita…

26 gennaio 2019

Dilettanti allo sbaraglio o Geni del male?

Nell'autunno del 2018 avevo pronosticato l'adozione di una moneta fiscale (se non addirittura una ridenominazione della valuta dei conti correnti), cercando di dare un senso al braccio di ferro tra Governo italiano e Unione Europea circa la legge di bilancio.
Non mi capacitavo di come si potesse essere così tracotanti nei proclami, così certi della propria forza a dispetto dei mercati, così boriosi nel muro contro muro con l'UE, senza avere un piano B.
Vista poi come è andata a finire la trattativa (una ritirata con la coda fra le gambe, di fatto, a dispetto della narrazione populista che ci è stata propinata), devo ammettere di aver sopravvalutato l'intelligenza di Lega e 5 Stelle.

Ancora adesso, mi domando come sia stato possibile per Salvini e Di Maio mantenere per settimane quella posizione indifendibile e dannosa per il Paese (visti i miliardi che ci è costata in interessi sul Debito Pubblico, a causa dell'aumento dello spread).

Restano in piedi tre sole ipotesi:
1) Non hanno mai avuto un piano B. Questi governanti sono quindi davvero dei dilettanti allo sbaraglio, che costruiscono e consolidano la loro posizione con un mix di slogan e proposte di legge miopi, capaci solo di rispondere alla pancia del Paese (la parte più sporca, egoista e ignorante del Paese, beninteso).
2) Avevano un piano B, ma non sono tecnicamente capaci di preparare l'operazione. Fino all'ultimo giorno, ho pensato che, almeno nel "decretone" sul Reddito di Cittadinanza, ci sarebbe stato un spiraglio per infrangere il tabù dell'espansione monetaria (caricando sulle tessere per l'erogazione del RdC non Euro, ma moneta parallela). Invece niente. Quindi anche l'ipotesi 2 suffraga il concetto di incompetenza di cui all'ipotesi 1.
3) Hanno ancora un piano B, e aspettano l'Europa e i Partiti tradizionali al varco delle Elezioni Europee di maggio, gettando così le basi per la distruzione dell'unico progetto politico in grado di assicurare pace e stabilità al Vecchio Continente. In tal caso, sono davvero dei geni del male.


31 ottobre 2018

Il Lato B del Piano B

Quasi tutti i commenti che sento sull'attuale Governo a propulsione Movimento 5 Stelle e Lega, in questo autunno 2018, mi appaiono troppo superficiali. Certo anche io non li vedo di buon occhio questi Giallo-Verdi e fino ad ora non ho trovato UN SINGOLO INTERVENTO dei leader intelligente, né alcun provvedimento legislativo condivisibile. Ma...

C'è un MA. Non posso credere che siano così imbecilli da non avere un piano B se l'Europa arriva allo scontro. E lo scontro è ormai cosa certa.
Se l'UE decide di bocciare la legge di bilancio italiana scatta la procedura d'infrazione, che prevede una multa compresa tra lo 0,2% e lo 0,5% del PIL.
Ma quello che è devastante, già oggi, è l'aumento del costo degli interessi sul debito pubblico a causa della sfiducia dei mercati.

Come facciamo a reggere il peso degli interessi crescenti?
Per cui penso, e voglio credere, che il piano B esista eccome.

Quale piano? Ovviamente non l'uscita volontaria dall'Euro. Semplicemente la ridenominazione in valuta locale del debito pubblico. Una Nuova Lira, magari, tanto per far contento qualche nostalgico.
Ovviamente ciò non è consentito, ma che possono farci gli altri Stati membri, ci sbattono fuori? Ci vuole tempo...

Salvini ha già detto che le sanzioni per la bocciatura della legge di bilancio non le paghiamo (per inciso, mi sembra logico, altrimenti che senso ha infrangere le regole). In tal caso si dovrebbe avviare una procedura di espulsione dell'Italia dall'Unione Europea. Ma l'Europa non ha ancora una procedura per far questo.

Quindi quale remora avrebbe un tale Governo, ad orchestrare un piano B di questo tipo? Magari a mercati chiusi, tra Natale e Capodanno...

Questa non è solo la mia opinione, ma nasce dal confronto con l'intellighenzia dei 5 Stelle (sì, anche loro hanno i loro intellettuali e i loro tecnici, ma li tengono ben lontani dai riflettori, per non perdere consenso).
E c'è perfino qualche giornale che parla di Italexit, avvisando che a ottobre c'è stato un aumento del rischio percepito dagli investitori; sotto riporto un grafico (realizzato da Sentix e pubblicato ieri dal Sole 24 Ore), che mostra il rischio percepito da più di mille investitori istituzionali e privati: le probabilità di uscita dell'Italia dall'EU sono stimate intorno all'11,2%. Sembra poca cosa, ma il trend dovrebbe accendere una spia di allarme.



Il punto è: possibile mai che nessuno dell'Opposizione, dei grandi economisti del PD, degli Europeisti, vede questo all'orizzonte?
Un buon politico va oltre il dibattito che gli avversarsi ti impongono, cerca di anticipare i tempi e i problemi, prova a dare il proprio contributo su cose reali, non illazioni, offese e altri diversivi. Questi furbetti del 5S+Lega tengono banco ogni giorno dettando l'agenda del dibattito e nessuno è in grado di vedere il Lato B del Piano B.

È una scelta che ci stanno facendo piovere addosso, giorno dopo giorno, dichiarazione dopo dichiarazione, senza essere pronti, senza aver calcolato tutte le conseguenze, senza aver detto agli Italiani che questa scelta ha un rovescio della medaglia (un lato B, appunto).

Badate bene, non sto dicendo che è sbagliata, ma prima di farla, con un atto di imperio del Governo, non dibattuto alle elezioni politiche, il Popolo dovrebbe conoscere pro e contro... il debito pubblico ci peserà meno, è vero, ma comprare un cellulare diventerà più caro, il Reddito di Cittadinanza ci sarà, ma sarà erogato con la moneta parallela, con corso forzoso, e obbligo di accettazione al pari dell'Euro (che finché non ci cacciano, sarà la moneta preferita da tutti i sani di mente), l'inflazione esploderà, i mutui saranno più cari ... insomma, l'Italiano Medio, questo supremo decisore delle sorti di noialtri intellettuali, dovrebbe sapere che c'è questo all'orizzonte.

Ma tutti dormono. Oppure sono presi ad inseguire Salvini e Di Maio sul loro terreno, dove questi ultimi sono di gran lunga più bravi e più scaltri a scansare le buche. E caduta dopo caduta, nelle buche, di politici in grado di guidare l'Italia, non ne resta più nessuno.

27 maggio 2018

Genova, Savona, Impero e qualche spezia

Mi tocca dirlo, perché gli scenari che si stanno aprendo sono più preoccupanti di quelli che potevamo correre con Paolo Savona al Ministero dell'Economia.

Mi tocca dirlo perché ci sono alcune scomode verità espresse dall'illustre economista che io condivido e condivido pienamente... (basta leggere gli ultimi post su Liquidità Distribuita, Germania, Europa, etc.)
Il problema non è Savona, ma un Governo a guida Movimento 5 Stelle e Lega, di cui Savona poteva essere l'esponente più illuminato. Ma non avrebbe potuto fare molto, con le spinte populiste che muovono questo "combinato disposto M5S-Lega".
Per dirla con le recenti parole di Padoan: «Il dibattito vero non ha che fare con la figura di Savona, ma con la politica economica strategica fondamentale quale combinato disposto del contratto di programma (M5S e Lega), chiaramente insostenibile sulla politica di bilancio [...]» 

Un M5S ancora teleguidato dal comico genovese (e ovviamente da un'azienda privata come la Casaleggio Associati), una Lega che parla di "sovranità" e confini come se avessimo un Impero da difendere, e il comune denominatore che entrambi sanno parlare alla pancia del popolo ma non a quella degli investitori (i quali, ci piaccia o no, sono quelli che ci prestano i soldi per andare avanti).

Savona in un governo PD non mi avrebbe preoccupato, anzi, sarebbe stato in grado di portare avanti proposte intelligenti e magari aprire una nuova fase riformista dell'Europa. Ma il teatrino messo in piedi da Movimento 5 Stelle e Lega in questi giorni ha dimostrato al mondo (investitori in primis) che l'equilibrio internazionale, l'armonizzazione degli interessi, la ricerca della "soluzione democratica", fino al rispetto delle istituzioni, non fanno parte del loro modus operandi.

Se M5S e Lega avessero voluto DAVVERO portare avanti delle idee e non delle ideologie, avrebbero dovuto rispettare la chiara richiesta di Sergio Mattarella di non insistere con la proposta di Savona al Ministero dell'Economia.
Ma si sa, le idee sono cosa complicata, sia da spiegare che da realizzare, perché si scontrano con la realtà dei fatti e i vincoli del mondo reale (non solo quelli di bilancio). Le ideologie populiste, invece, sono la scelta vincente per i partiti irresponsabili: ottime per ottenere consensi e facili da difendere, perché tanto non si realizzeranno mai.

E per aggiungere un po' di pepe all'articolo, veniamo alla soluzione. Quale?
Elezioni con una nuova forza politica europeista e riformista, fatta da professionisti e politici competenti, affidabili e moderati, che propongano in campagna elettorale riforme MONDIALI, non solo europee. E magari anche candidando Paolo Savona.
Ma il Ministro dell'Economia, quello, lo deve fare Tito Boeri.

1 marzo 2018

Quando Uno vale Uno e non è contento Nessuno

Visto che nessun partito politico ha candidato Tito Boeri (vedi il mio ultimo post), non volevo dare il mio contributo pubblico per questa tornata elettorale. Probabilmente non sarebbe mancato a nessuno e, molto probabilmente, quelli a cui sarebbe importato, avrebbero comunque votato bene.

Ma poi il senso civico prevale e la voglia di scrivere si affaccia, fra la stanchezza di un'interminabile giornata di lavoro e l'ennesimo piatto spaccato da Arianna (no, non è mia moglie, ma la mia ultima bimba, di 1 anno e mezzo).
Ed è proprio per lei e per Raffaella (la seconda figlia) e per Marica (la prima) che scrivo. Alla fin fine scriviamo per loro, ci impegniamo ed esponiamo per il Futuro, quando il presente ci appare misero e ci sconforta.

Il post che immaginavo di scrivere doveva intitolarsi "Le SS che fanno paura: Salvini e i Social", ispirato ad un bell'articolo di Francesco Piccinelli Casagrande pubblicato su Wired, che vi consiglio di leggere (I segreti della strategia di Matteo Salvini sui social network).

Il mio ipotetico post ve lo risparmio, la sintesi è in un commento che trovate in fondo all'articolo e che vi riporto qui: «Purtroppo la comunicazione politica sui Social Media sta cambiando il modo stesso di fare politica: prima si esprimeva un'idea, usando certe parole, per ottenere consenso; ora si cerca consenso, usando certe parole, che esprimono certe idee. Invertire l'ordine degli addendi, in questo caso, stravolge il risultato.»

Quello che alla fine ho deciso di scrivere oggi e un post di tutt'altro tipo: una riflessione sul principio di competenza e sul significato del termine "responsabilità". Avevo sollevato il tema già nel 2016, in occasione del Referendum Costituzionale del 4 dicembre, miseramente fallito.

Ma lasciate che vi racconti qualcosa della mia passione per la Politica (con la P maiuscola).

Credo che il vero inizio sia stato davvero nella prima infanzia, quando ho capito che un pomeriggio di gioco "alla guerra" con i bambini del vicinato poteva finire in un dignitoso armistizio senza spargimento di sangue (e non sto scherzando, "giocavamo" scagliandoci delle pietre, quindi potete immaginare).
Lì ho imparato il significato di compromesso e trattativa.

Poi la rappresentanza: rappresentate di classe alle Scuole Medie, rappresentate di classe al Liceo, poi rappresentate d'Istituto (stiamo parlando del Liceo Scientifico Luigi Garofano di Capua, quando era ancora tutto da costruire... ma questa è un'altra storia).
Anche membro del direttivo dei Collettivi Studenteschi Riuniti del Casertano.
Lì ho dimenticato l'arte del compromesso e ho preso una deriva ideologica. Piuttosto normale a quell'età, ma poi sono guarito.

All'Università di Pisa, rappresentate di Corso di Studi, rappresentate nel Consiglio di Facoltà di Ingegneria, rappresentante nel Consiglio degli Studenti a livello di Ateneo, rappresentate nella Consulta Comunale, membro della Consulta Provinciale e, soprattutto, rappresentate degli studenti nel Senato Accademico, per la Lista Sinistra Per.
Lì ho imparato un nuovo significato del termine "Politica". Che è essenzialmente sacrificio e servizio. E capacità di essere propositivi e costruttivi, nonostante il pessimo esempio degli adulti (leggi pure "baroni" se ti va).

Sempre a Pisa, presi la mia prima tessera di partito: DS, Democratici di Sinistra, sezione Università e Ricerca. Grandi menti, belle riunioni, occasioni di confronto e crescita.

Poi Trento, di nuovo qualche nostalgica deriva ideologica, e la voglia di costruire qualcosa di bello: il Partito Democratico. Non tutti sanno che in Trentino arrivò in ritardo rispetto al resto del territorio nazionale, grazie ad un'associazione, cui mi iscrissi con entusiasmo.
Poi finalmente tessera PD, semplice elettore, poi membro del direttivo del Circolo PD San Giuseppe - Santa Chiara.

Da anni non ho più una tessera ad un partito, per disaffezione (e stanchezza, suppongo). Ma mi impegno su progetti concreti, come quello di diffondere la teoria della Liquidità Distribuita. E, di tanto in tanto, provo a scrivere le mie idee su questo blog, convinto che la condivisione possa far crescere non solo la rabbia (quella su cui poggia il consenso del Salvini di turno), ma anche la CONSAPEVOLEZZA che porta alla piena assunzione della responsabilità della proprie scelte (politiche, in questo caso).

Ecco, questa in breve è la mia storia politica, dai 5 ai 35 anni.
E il mio voto vale come quello di chi non conosce la complessità dell'amministrare, del rappresentare, del FARE.

Sono queste persone "non competenti" che decidono le elezioni; insieme all'Elettore Medio, un essere che il mio professore di Economia Politica a Trento descriveva come una specie di mostro acefalo. Ma che tutti i partiti corteggiano con proposte indecenti, poiché non possono farne a meno.

La cosa assurda è che nemmeno loro (gli elettori medi e "i non competenti") saranno contenti, quando tutto andrà a rotoli.

Ecco, volevo dire a te, lettore casuale o intenzionale, vota responsabilmente. E se hai un briciolo di umiltà e sai di non sapere nulla di Politica, fidati di chi la fa da trent'anni, solo per spirito di servizio e con grande sacrifico, senza aver mai tratto alcun beneficio da tale impegno (solo bastonate, per la verità).

Questo UNO ti dice vota PD. E saremo in DUE.

24 settembre 2017

Ode a Tito, "Amor ac deliciae generis humani"

C'è un omino, piccolo piccolo, ma dal grande cuore, dalla grande intelligenza e dall'impareggiabile senso di giustizia, che purtroppo viene troppo spesso criticato dalla stampa e dai politici di tutti gli schieramenti.
È un personaggio che sembra guidato solo dal senso di giustizia e dall'amore per l'economia sostenibile. Non si cura dell'opportunità politica di quello che dice (sul tema dell'opportunità politica ho scritto recentemente). Quello che dice, lo dice perché è giusto. Lo scrive perché è vero. Ci lavora perché crede nell'equità distributiva.

Il suo nome è TITO, TITO BOERI.

Scriveva Svetonio di un suo antico omonimo, Tito Flavio Cesare Vespasiano Augusto (imperatore di Roma dal 79 all'81 d.C.), che egli era: "Amor ac deliciae generis humani" (amore e delizia del genere umano).
Questa definizione la vedo calzante anche per il nostro Tito, sempre prodigo nell'aiutare le classi deboli a superare le iniquità cui sono sottoposte. Che si tratti di colmare il gap di trattamento pensionistico che toccherà alle nuove generazioni rispetto a quanto percepiscono le vecchie caste di privilegiati, che si tratti di difendere il ruolo economico e sociale dei migranti, qualsiasi cosa egli dica, mi trova d'accordo.

Lo seguo dai tempi dei primi Festival dell'Economia di Trento (di cui è Direttore Scientifico) e non ho mai smesso di apprezzare il suo acume e la bontà delle sue proposte. Oggi, che riveste il ruolo di Presidente dell'INPS, è ancora più evidente il suo impegno per realizzare un'equità distributiva in questa martoriata Italia, dove i politici di tutti gli schieramenti fanno riforme per ottenere consensi, non giustizia sociale.

Tito Boeri è un "tecnico" che ha a cuore la giustizia, le minoranze, le giovani generazioni, l'economia sostenibile, ed è guidato unicamente dal desiderio di mettere a disposizione le proprie competenze per risollevare le sorti del nostro Paese. In questo è un "politico", nel senso più alto del termine.

Semmai dovessi tornare ad occuparmi di politica attivamente, lo fare solo in un Partito sufficientemente coraggioso da proporre questo "scomodo tecnico" come Ministro dell'Economia. Perché "una giornata in cui non si è fatto del bene, è una giornata perduta!" (Cit. Tito Flavio Cesare Vespasiano Augusto). 

26 luglio 2017

Sostenibilità, opportunità ed altre amenità della politicà...

Oggi sono stato a Montecitorio, insieme ad Alessandro Nosei, per parlare di Liquidità Distribuita con l'Onorevole Silvia Fregolent e verificare i margini di un eventuale inserimento di questa proposta di politica monetaria espansiva nel programma del Partito Democratico.

Al netto dei tempi ristretti e della difficoltà di descrivere uno strumento tecnico (e dalle molteplici ricadute nell'economia reale) a chi tecnico non è, l'incontro è stato interessante e mi ha regalato molti spunti di riflessione.

Uno, in particolare, merita di essere condiviso. E riguarda lo spinoso tema "dell'opportunità/sostenibilità politica di un'idea".

Cos'è l'opportunità politica di un'idea da inserire in un programma elettorale? Quando una proposta è "sostenibile" da un partito o un movimento?
Fino ad oggi pensavo bastasse spiegare che l'idea è buona e giusta al proprio elettorato (o a più elettorati, perché nessuno può esimersi dal parlare all'elettore medio - quello che cambia bandiera e decide l'esito di tutte le elezioni).
Se si è idealisti, questo basta, poiché è sufficiente spiegare che il fine è il "Bene Comune" (nonostante questo termine abbia un'accezione variabile, che va dalla visione egoistica "ME E LA MIA FAMIGLIA", all'estremo opposto "TUTTA L'UMANITÀ").
Se, invece, si è più smaliziati, bisogna far capire chiaramente ai propri elettori che l'idea/proposta ha vantaggi, diretti o indiretti che siano, per loro (questo approccio supera il limite logico-lessicale insito nella proposta fatta per il Bene Comune).

Ecco, questa per me è la sostenibilità politica di un'idea.
La Liquidità Distribuita, incidentalmente, risponde ad entrambi i requisiti: giusta sul piano etico, sostenibile e accoglibile da tutti gli elettori sul piano dell'interesse personale (poiché a favore di tutti, universalmente, eccetto forse dei banchieri - intesi come proprietari di banca).

Oggi invece ho capito che la sostenibilità politica di un'idea, per il politico di professione, passa per altri (non necessariamente alti) gradi di giudizio.
Quali questi siano, in parte, ancora mi sfugge. Forse una proposta è sostenibile, e diventa un'opportunità, se è facile da spiegare, se è facile da far accettare ai compagni di partito, se gli altri governi la ritengono accettabile (leggi: conveniente per loro), se non trova obiezioni da parte di nessuna lobby...

Ed io che pensavo bastasse avere una buona ideà.

21 maggio 2017

Il viaggio (poesia di Charles Baudelaire)

I

Per il ragazzo, amante delle mappe e delle stampe,
l'universo è pari al suo smisurato appetito.
Com'è grande il mondo al lume delle lampade!
Com'è piccolo il mondo agli occhi del ricordo!

Un mattino partiamo, il cervello in fiamme,
il cuore gonfio di rancori e desideri amari,
e andiamo, al ritmo delle onde, cullando
il nostro infinito sull'infinito dei mari:

c'è chi è lieto di fuggire una patria infame;
altri, l'orrore dei propri natali, e alcuni,
astrologhi annegati negli occhi d'una donna,
la Circe tirannica dai subdoli profumi.

Per non esser mutati in bestie, s'inebriano
di spazio e luce e di cieli ardenti come braci;
il gelo che li morde, i soli che li abbronzano,
cancellano lentamente la traccia dei baci.

Ma i veri viaggiatori partono per partire;
cuori leggeri, s'allontanano come palloni,
al loro destino mai cercano di sfuggire,
e, senza sapere perché, sempre dicono: Andiamo!

I loro desideri hanno la forma delle nuvole,
e, come un coscritto sogna il cannone,
sognano voluttà vaste, ignote, mutevoli
di cui lo spirito umano non conosce il nome!

II

Imitiamo, orrore! nei salti e nella danza
la palla e la trottola; la Curiosità, Angelo
crudele che fa ruotare gli astri con la sferza,
anche nel sonno ci ossessiona e ci voltola.

Destino singolare in cui la meta si sposta;
se non è in alcun luogo, può essere dappertutto;
l'Uomo, la cui speranza non è mai esausta,
per potersi riposare corre come un matto!

L'anima è un veliero che cerca la sua Icaria;
una voce sul ponte: «Occhio! Fa' attenzione!»
Dalla coffa un'altra voce, ardente e visionaria:
«Amore... gioia... gloria!» È uno scoglio, maledizione!

Ogni isolotto avvistato dall'uomo di vedetta
è un Eldorado promesso dal Destino;
ma la Fantasia, che un'orgia subito s'aspetta,
non trova che un frangente alla luce del mattino.

Povero innamorato di terre chimeriche!
Bisognerà incatenarti e buttarti a mare,
marinaio ubriaco, scopritore d'Americhe
il cui miraggio fa l'abisso più amaro?

Così il vecchio vagabondo cammina nel fango
sognando paradisi sfavillanti col naso in aria;
il suo sguardo stregato scopre una Capua
ovunque una candela illumini una topaia.

III

Strabilianti viaggiatori! Quali nobili storie
leggiamo nei vostri occhi profondi come il mare!
Mostrateci gli scrigni delle vostre ricche memorie,
quei magnifici gioielli fatti di stelle e di etere.

Vogliamo navigare senza vapore e senza vele!
Per distrarci dal tedio delle nostre prigioni,
fate scorrere sui nostri spiriti, tesi come tele,
i vostri ricordi incorniciati d'orizzonti.

Diteci, che avete visto?

IV

«Abbiamo visto astri
e flutti; abbiamo visto anche distese di sabbia;
e malgrado sorprese e improvvisi disastri,
molte volte ci siamo annoiati, come qui.

La gloria del sole sopra il violaceo mare,
la gloria delle città nel sole morente,
accendevano nei nostri cuori un inquieto ardore
di tuffarci in un cielo dal riflesso seducente.

Le più ricche città, i più vasti paesaggi,
non possedevano mai gl'incanti misteriosi
di quelli che il caso creava con le nuvole.
E sempre il desiderio ci rendeva pensosi!

- Il godimento dà al desiderio più forza.
Desiderio, vecchio albero che il piacere concima,
mentre s'ingrossa e s'indurisce la tua scorza,
verso il sole si tendono i rami della tua cima!

Crescerai sempre, grande albero più vivace
del cipresso? - Eppure con scrupolo abbiamo
raccolto qualche schizzo per l'album vorace
di chi adora tutto ciò che vien da lontano!

Abbiamo salutato idoli dal volto proboscidato;
troni tempestati di gemme luminose;
palazzi cesellati il cui splendore fatato
sarebbe per i vostri cresi un sogno rovinoso;

costumi che per gli occhi son un'ebbrezza;
donne che hanno dipinte le unghie e i denti,
e giocolieri esperti che il serpente accarezza.»

V

E poi, e poi ancora?

VI

«O infantili menti!

Per non dimenticare la cosa principale,
abbiam visto ovunque, senza averlo cercato,
dall'alto fino al basso della scala fatale,
il noioso spettacolo dell'eterno peccato;

la donna, schiava vile, superba e stupida,
s'ama senza disgusto e s'adora senza vergogna;
l'uomo, tiranno ingordo, duro, lascivo e cupido,
si fa schiavo della schiava, rigagnolo di fogna;

il martire che geme, il carnefice contento;
il popolo innamorato della brutale frusta;
il sangue che dà alla festa aroma e condimento,
il veleno del potere che snerva il despota;

tante religioni che alla nostra somigliano,
tutte che scalano il Cielo; la Santità,
come un uomo fine su un letto di piume,
fra i chiodi e il crine cerca la voluttà;

l'Umanità ciarlona, ebbra del suo genio,
e delirante, adesso come in passato,
nella sua furibonda agonia urla a Dio:
«Mio simile, mio padrone, io ti maledico!»

E i meno stolti, della Demenza arditi accoliti,
in fuga dal grande gregge recinto dal Destino,
per trovare rifugio nell'oppio senza limiti!
- Questo del globo intero l'eterno bollettino.»

VII

Dai viaggi che amara conoscenza si ricava!
Il mondo monotono e meschino ci mostra,
ieri e oggi, domani e sempre, l'immagine nostra:
un'oasi d'orrore in un deserto di noia!

Partire? restare? Se puoi restare, resta;
parti, se devi. C'è chi corre, e chi si rintana
per ingannare quel nemico che vigila funesto,
il Tempo! Qualcuno, ahimè! corre senza sosta,

come l'Ebreo errante e come l'apostolo,
al quale non basta treno o naviglio,
per fuggire l'infame reziario; e chi invece
sa ucciderlo senza uscire dal nascondiglio.

Infine quando ci metterà il piede sulla schiena,
potremo sperare e urlare: Avanti!
E come quando partivamo per la Cina,
gli occhi fissi al largo e i capelli al vento,

così c'imbarcheremo sul mare delle Tenebre
col cuore del giovane che è felice di viaggiare.
Di quelle voci ascoltate il canto funebre
e seducente: «Di qui! Voi che volete assaporare

il Loto profumato! è qui che si vendemmiano
i frutti prodigiosi che il vostro cuore brama;
venite a inebriarvi della dolcezza strana
di questo pomeriggio che non avrà mai fine!»

Dal tono familiare riconosciamo lo spettro;
laggiù i nostri Piladi ci tendon le braccia.
«Per rinfrescarti il cuore naviga verso la tua Elettra!»
dice quella cui un tempo baciavamo le ginocchia.

VIII

"O Morte, vecchio capitano, è tempo! Su l'ancora!
Ci tedia questa terra, o Morte! Verso l'alto, a piene vele!
Se nero come inchiostro è il mare e il cielo
sono colmi di raggi i nostri cuori, e tu lo sai!

Su, versaci il veleno perché ci riconforti!
E tanto brucia nel cervello il suo fuoco,
che vogliamo tuffarci nell'abisso, Inferno o Cielo, cosa importa?
discendere l'Ignoto nel trovarvi nel fondo, infine, il nuovo.


(Le voyage, dalla raccolta lirica Les fleurs du mal di Charles Baudelaire)