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9 aprile 2021

Buon viaggio Filippo, al prossimo gin

La vita è un'avventura fantastica.

Di questa avventura fantastica, a volte, ci dimentichiamo di coglierne la magia. Come la magia delle coincidenze, delle sincronicità che ci fanno apprezzare un momento, degli incastri tra vite lontane che per un frangente si incontrano.

Accadde a noi Filippo, poco meno di 15 anni fa.


Nel 2006 fui scelto per servirti un tè nella Old Library del Gonville & Caius College , in occasione della cerimonia in cui conferisti la laurea honoris causa al Primo Ministro indiano, Manmonah Singh.

Ho raccontato di noi alle mie figlie, quando con me hanno visto la serie The Crown su Netflix e si sono appassionate alla Famiglia Reale inglese.
Perché un padre non può mancare di apparire agli occhi delle proprie figlie come "l'eroe" che ha incontrato il Principe Filippo, marito della Regina Elisabetta. Loro che sognano di principi e regine ogni giorno.
A dire il vero, il mio onesto racconto non ha mai ingigantito il ruolo di mero cameriere che ebbi, ma ha sortito comunque l'effetto sperato, che posso sinteticamente riassumere col concetto: il Principe Azzurro esiste, e io l'ho conosciuto.
Avrò quindi il sacrosanto diritto di porre un veto su qualsiasi pretendente che non possa vantare il tuo lignaggio. E, credimi, con quattro bellissime figlie è il massimo potere cui un padre possa aspirare.

In queste settimane progettavamo di scriverti una lettera di auguri per i tuoi 100 anni, perché, sebben solo "guardian degli orti", le nostre vite si sono incontrate per pochi minuti, ed era mia intenzione trasmettere alle bambine "la magia" di questi incontri nella Vita.

Quella lettera rimane incompiuta, come il tè che non ricordo accettasti. Si diceva preferissi il gin, ma, se ti ha fatto arrivare a quasi 100 anni, allora che gin sia.

Buona Vita, Filippo. Che il mio splendido ricordo di quell'incontro possa valerti come moneta da dare a Caronte.


"... e vissi in Menfi un tempo, e ne la reggia fra i ministri del re fui posto anch'io, e benché fossi guardian de gli orti vidi e conobbi pur LE GIUSTE corti."



26 novembre 2006

Da Roma

Ieri sera sono arrivato alle 21.40 a Ciampino. Sorpresa delle sorprese ho trovato, insieme a mio fratello Marco, anche Francesco V., che era sceso da Pisa fino a Roma solo per venirmi a prendere all'aeroporto. Questa mattina è già ripartito. Marco ci ha cucinato una cena incredibile, e abbiamo passato la nottata a chiacchierare raccontandoci a vicenda i nostri 5 mesi di lontananza... C'è stata poi la telefonata da Milano Luigi "Sartre", il quale sa essere presente anche a migliaia di chilometri di distanza. E' stato semplicemente fantastico ritrovare mio fratello e i miei migliori amici appena toccato il suolo italiano, proprio quando il piacere del rientro cominciava ad essere offuscato da un noto senso nostalgico, una malinconia tanto poetica quanto triste. Questa ultima settimana a Cambridge è stata bellissima. I miei amici mi hanno organizzato party tutte le sere, e sebbene abbia dormito una media di due ore a notte, sono stato davvero bene. C'è un sole piacevole questa mattina, e Roma sembra più bella del solito. Tra un po' rivedrò anche i miei genitori, ed è una ragione in più per essere felici. Ma al termine di un viaggio, è sempre tempo di bilanci. Pensare a Cambridge, a quei fantastici giorni passati tra musei, Château Lafite Rothchild, libri antichi e amici da tutte le parti del mondo, mi porta ad avere uno sguardo velato di consapevolezza, ogni volta che guardo fuori dalla finestra...

12 novembre 2006

I'll miss this place... as well as now I miss home

Non poteva mancare la foto con Stephen Hawking!
Sarà perché mi sento già in procinto di partire, o perché ormai non ho più alcuna remora ad "osare" sempre, fatto sta che dopo una cena dei Fellows ho chiesto al professor Hawking se potevo avere una foto con lui.
Già mi manca questo posto e le persone che ho incontrato qui; mi manca il freddo, la pioggia della mattina, il vento della sera. Mi manca la mia angusta cameretta, il pessimo caffè del College, le vie affollate del centro il sabato pomeriggio. Non sono ancora partito e già provo nostalgia per tutto questo. Ma è ormai tempo di levare l'ancora e salpare.
...E fermarsi per qualche tempo nel porto natio.

24 ottobre 2006

Dal Big Bang ai Buchi Neri

Ieri sera mi sono finalmente fatto coraggio ed ho rivolto la parola al Professor Hawking. Dopo ormai quattro mesi passati al Gonville & Caius College, il nuovo Fellows' Butler, mi ha presentato a Stephen Hawking, alla fine della cena dei Fellows. Non che sia stato possibile "conversare", poiche' gli serve molto tempo per comporre le frasi al computer e poi farle ripetere dal sintetizzatore vocale, ma mi ha fatto davvero piacere poterlo conoscere. E' sempre accompagnato da un'infermiera, che lo imbocca per aiutarlo a mangiare, e ormai non puo' compiere alcun movimento. Il computer che ha montato sulla sedia a rotelle prima era comandato da un leggero movimento della mano; ora non riesce a muovere nemmeno un dito, e mi e' sembrato di capire che utilizzi un lettore della retina per selezionare le parole che intende utilizzare per comporre le frasi. In pratica utilizza il movimento degli occhi, l'unica cosa che ancora riesce a muovere. E' cosi' strano vedere uno dei piu' grandi cervelli del nostro tempo imprigionato in un corpo che non gli risponde piu'. Per quello che e' possibile percepire dall'espressione del suo viso, pero', non e' mai triste, e cerca con tutte le sue forze di condurre una vita normale, continuando ad insegnare (ovviamente prepara le lezioni con l'assistente) e a frequentare le riunioni dei Fellows. Qualche giorno fa avevo iniziato a leggere il suo libro piu' famoso A Brief History Of Time, noto in Italia maggiormente come "Dal Big Bang Ai Buchi Neri". Avevo letto molti suoi articoli in passato e anche parti di questo libro, ma leggerlo in lingua era un'esperienza che volevo fare. Avendolo con me, ieri, gli ho chiesto un autografo. Sapevo che a volte lasciava volentieri la sua impronta digitale, ma mai mi sarei aspettato che mi lasciasse anche una dedica! Lui l'ha formulata a computer e la sua assistente l'ha scritta sul libro, aiutandolo poi a mettere l'impronta del suo pollice destro. La dedica dice "To boldly go where StarTrek fears to tread". Pur non conoscendomi per nulla, mi e' sembrato mi avesse letto dentro...

20 ottobre 2006

Tornare e' la condizione imprescindibile per ripartire...

Qualche giorno fa ho comprato il biglietto per il ritorno in Italia. Tornero' il 25 Novembre. Non so bene cosa faro', ma tornare e' la condizione imprescindibile per ripartire. Domenica scorsa ho incontrato a Londra un mio zio che era venuto per il fine settimana con la famiglia in Inghilterra. Il piacere di stare con le persone a cui voglio bene, della mia famiglia, ha acuito la nostalgia di casa. Quindi per il momento torno.

11 ottobre 2006

E benche' fossi guardian de gli orti, vidi e conobbi pur l'inique corti...

Oggi ne e' capitata una davvero grande... Ho servito un te' al Principe Filippo (marito della Regina Elisabetta II) e al Primo Ministro indiano! Prince Philip e' Gran Cancelliere dell'Universita' di Cambridge, ed e' venuto nella Old Library del Gonville & Caius College per consegnare la laurea Honoris Causa in legge a Manmonah Singh (Prime Minister of India) . C'era polizia dovunque, e la security personale del Primo Ministro indiano aveva sempre la mano sulla pistola. Lo spazio dove e' avvenuto l'incontro tra il Principe e Manmonah Sing era super controllato, e pochissime persone erano ammesse (basti pensare che il Coffee & Tea che abbiamo servito era per 15 persone soltanto). Per entrare, io ed il Fellows' Butler abbiamo dovuto portare i documenti, oltre a fare una lunga trafila, ma ne e' valsa la pena: la vecchia biblioteca del College e' fantastica, piena di libri antichi (la mia passione!); e poter assistere anche alla formale quanto banale conversazione tra due personaggi cosi' importanti e' stato interessante. Mi e' tornato in mente un passaggio del Canto VII della Gerusalemme Liberata, in cui Torquato Tasso metteva queste parole in bocca ad un vecchio pastore:
"... e vissi in Menfi un tempo, e ne la reggia fra i ministri del re fui posto anch'io, e benché fossi guardian de gli orti vidi e conobbi pur l'inique corti."

9 ottobre 2006

Pensando al rientro (ed ai saggi Zen)

Avrei pensato di tornare in Italia a fine novembre o inizi di dicembre. Non so bene cosa fare, ma essere lontano da casa per quasi 6 mesi e' davvero dura. Soprattutto con i ritmi che ho qui. Il WWT poi sta subendo una battuta di arresto, simile a quella di meta' estate, perche' le aziende contattate hanno tempi di risposta decisamente lunghi. Magari faccio come consigliava Valentina Bonetti, parto in bici... L'impatto ecologico e' praticamente nullo e il contatto con i paesi visitati sarebbe davvero eccezionale. Senza contare che non avrei il bollino di qualche multinazionale sulla maglietta! Ma su questo punto urge una riflessione... Una volta un saggio buddista disse: "Il contrasto che apparentemente percepiamo nel mondo e' solo frutto delle nostre proiezioni mentali. Ma non scordarti che non puo' esisere coerenza nel nostro agire, poiche' c'e' contrasto nella realta' materiale". Contraddicendosi egli stesso, come nella migliore tradizione Zen, forse voleva indicarci un mondo dove non dobbiamo prendere troppo sul serio noi stessi e dove la percezione dell'Uno ci da' la forza per vivere con pienezza i nostri giorni. Questa riflessione l'ho fatta la prima volta che ho contattato una multinazionale e mi sono sentito non pienamente conforme ai miei modi intransigenti nei confronti del Mercato Globale. Essere "sponsorizzati" non rientra nei dettami del Manuale del Perfetto Comunista, ma cio' nonostante sono andato avanti. Ora, a quasi 4 mesi dall'inizio, continuo a credere che essere intransigenti porta solo un senso di frustrazione, poiche' siamo creature destinate ad aumentare il grado di entropia nel cosmo ed in noi stessi.... E' nella nostra natura umana. Pretendere di essere dei purusti di qualsivoglia ideale equivale ad alienarsi. Credo quindi che l'equilibrio sia nel "tendere ad un miglioramento", restando ben ancorati alla realta'. Gli idealismi, spesso, sono sterili. Gli ideali, invece, sono la linfa che spinge gli uomini di buona volonta' a fare grandi cose. Comunque, al di la' di queste vane riflessioni sull'etica dell'agire umano, si e' fatto tardi, e devo riandare al lavoro. Contrasto degno del nostro tempo.

30 settembre 2006

FIAT, capitolo secondo

Dagli inizi di settembre i contatti con la FIAT sono ripresi, ma il WWT nella sua idea originaria rimane troppo lontano dall'essere realizzato. Il principale problema e' sempre lo stesso: la partecipazione attiva dello sponsor. Loro sarebbero disposti a darmi il mezzo per realizzare il viaggio (si è pensato alla nuova Sedici, piuttosto che alla Panda Climbing), ma non hanno possibilità di garantire un supporto tecnico. La cosa quindi ritorna alla situazione di qualche mese fa. Anche con la BMW non trovammo accordi sul tipo di sponsorizzazione che erano disposti ad offrirmi. Il fornire una macchina o una moto, ovviamente, a loro non costa nulla, ma impegnare un po' di risorse per rendere concretamente realizzabile l'idea, gli sembra troppo. Il motivo per cui è indispensabile una forte sponsorship non è legato solo all'aiuto in caso di guasti tecnici, ma anche e soprattutto alla possibilità di entrare in certi stati con dei visti di lavoro; altrimenti in alcuni Paesi è proprio impossibile avvicinarsi con dei visti turistici. Comunque ora non so che strada prendere. Avevo pensato di concedermi un'altra settimana di vacanza, affittando una moto per andare in Scozia e visitare tutta la parte dell'estremo Nord che non ho ancora visto. Ma visti i prezzi penso dovrei lavorare 20 ore al giorno per il prossimo mese... Anyway, we'll see. Take it easy

22 settembre 2006

Di ritorno dall'Ungheria

Ieri sono ritornato a Cambridge dopo il breve soggiorno ungherese. Budapest e' una citta' meravigliosa, piena di fascino. Basta passeggiare lungo il Danubio, o fare un bagno nelle tradizionali terme costruite dai turchi, per sentire il sapore del passato. Si avverte anche una certa freddezza, forse ereditata dal periodo del regime comunista, ma le persone sono disponibili (pur parlando pochissimo l'inglese!). La sensazione di "freddezza" la si prova notando il notevole contrasto tra i palazzi storici, risalenti all'impero Austro-Ungarico, e quelli squadrati ed imponenti, del periodo del regime. Con i miei genitori sono andato poi a visitare il parco nazionale di Bukki-Nemzeti, sulle montagne a nord, a confine con la Slovacchia; ed e' stato interessante vedere anche l'Ungheria dei piccoli paesini, non solo quella delle grandi citta'. Paesini dove trovi ancora per le strade furgoncini di fabbricazione russa, che misteriosamente funzionano bene da mezzo secolo...

11 settembre 2006

Volando sui cieli dell'Africa...

Ho conosciuto un altro personaggio mitico durante questo mio soggiorno inglese: Joao. Portoghese, quarantenne senza famiglia in viaggio da una vita. Gran parte degli ultimi 10 anni li ha passati in Sudafrica, lavorando per diverse imprese di costruzione, come surveyor. In realta' all'inizio non capivo bene di cosa si trattasse (perche' la traduzione italiana e' "ispettore"), ma penso sia uno di quegli specialisti che prendono le misure di edifici, case chiese cose... Ed impianti petrolchimici, soprattutto. Infatti si trova in Inghilterra per lavorare con una ditta che ha un grosso appalto tra le mani in terra inglese. Mentre gli facevo da Cicerone in Cambridge, lui mi ha raccontato le cose incredibili capitategli nei sui viaggi in lungo e largo per l'Africa. Il primo immediato effetto dei sui racconti e' che ho molto meno fiducia di prima nella possibilita' di completare tutte le tappe che avevo previsto per il WWT nel Continente Nero. Il secondo e' che mi e' venuta la paura di volare. Uno studente di Ingegneria Aerospaziale, al quale i sistemi in ridondanza, le norme di sicurezza, i fattori di sovradimensionamento, sono stati insegnati fin dai primi anni, dovrebbe sapere che l'aereo rimane il mezzo di trasporto piu' sicuro... Eppure non e' sempre cosi'!

La maggior parte dellei compagnie aeree africane sono bandite dai cieli europei, ma continuano imperterrite a fornire collegamenti tra tratte interne, con vecchi Antonov guidati da ex-piloti dell'aviazione russa... (quasi sempre accompagnati dalla peggiore vodka di importazione). Gli schianti di queste carcasse volanti sono all'ordine del giorno.

Ma questo non e' tutto! Una volta, Joao era in Mali per fare dei rilevamenti in una miniera. Doveva prendere un volo che collegava il sud con il nord del Mali. Dieci minuti prima della partenza entrano dei soldati armati nell'aereo e dicono a trenta persone (scelte casualmente) di scendere: mostrano un ordine firmato dal "Presidentissimo" in persona! Cosa era successo? Semplicemente si era sotto elezioni ed il presidente, con tutto il suo staff, si stava recando in una citta' del nord per motivi propagandistici; solo che non tutti gli uomini del presidente entravano negli aerei presidenziali... Mi rendo conto che queste cose sembrano assurde, ed invece mi diceva Joao che sono "normali" nei paesi Africani.

A volte penso che il sottosviluppo a cui l'Occidente ha costretto l'Africa sia non meramente ingiusto, ma profondamente crudele. Avrei almeno una decina di altre storie assurde sulle avventure nei cieli Africani di Joao, ma devo scappare; mi devo ancora preparare per il viaggio a Budapest. E speriamo che la compagnia di bandiera ungherese sia un po' meglio...

8 settembre 2006

Prossima tappa... Budapest!

... Solo per qualche giorno, pero'. Partiro' per l'Ungheria per incontrare i miei genitori che sono in vancanza li'. Staro' con loro per poco piu' di una settimana, ma spero basti per allungarmi anche in Romania... In questi tempi di incertezza per il WWT, meglio portarsi avanti col lavoro! Budapest ha tutta l'aria di essere una citta' fantastica, spero sia all'altezza del suo nome.

31 agosto 2006

Vale ed il Bank Holiday

Venerdì scorso, dopo una giornata di lavoro, ignaro di tutto, tornato a casa, trovo Valentina Bonetti! Dopo aver passato due settimane a Londra, sfidando il traffico infernale con la sua bicicletta, aveva deciso di venirmi a trovare (ovviamente senza avvisarmi, come il buon Ciccio prima di lei). Nei giorni successivi, visto che a Cambridge la cosa più ovvia è dedicarsi alle visite culturali, anche con lei siamo andati a visitare musei. Ma mentre il Fitzwilliam la domenica era aperto, il museo delle Scienze Naturali, il lunedì, era chiuso. Vale diceva che era la Scienza Accademica che ci chiudeva le porte in faccia (basta vedere la foto!), ma la realtà era ben più triste: era Bank Holiday. Per chi ignorasse quale grande mistero, nonché sciagura per i turisti, sia il Bank Holiday, dedicherò qualche riga a spiegarlo. In Inghilterra, per indicare i giorni festivi, si dice Bank Holiday. Evidentemente loro sono così materialisti che si rendono conto che è Festa Nazionale, solo perché trovano le banche chiuse. Mica come da noi, che fino a qualche anno fa le banche erano aperte solo 5 giorni a settimana poche ore la mattina! Qui le banche sono sempre aperte, anche di sabato e tutti i giorni fino alla chiusura dei negozi. Quindi lo scorso lunedì 28 Agosto, per gli inglesi, era come da noi Ferragosto. E noi abbiamo vagato per tutta Cambridge, senza poter accedere alle numerose strutture museali gestite dall'Università di Cambridge. Vale è tornata l'altro ieri in Italia (in aereo, non in bicicletta). Maria Giovanna, che era venuta qui ad inizio mese, è rientrata ieri. E Cambridge... rimane un po' più fredda.

11 agosto 2006

Due Universita' a confronto

Dopo quasi un mese e mezzo a stretto contatto con professori e studenti delle universita' inglesi, mi sono fatto un'idea abbastanza precisa di quale sia il livello qualitativo dell'insegnamento universitario a Cambridge... In poche parole: non cosi' eccellente. Credo che l'universita' italiana dia una preparazione di base enormemente piu' ampia, sebbene difficilmente spendibile nel mondo del lavoro. I college di Cambridge sono pieni di vecchi professori che non sanno usare il computer e che sono mantenuti a vita dalle tasse di facoltosi studenti, i quali, una volta all'anno, si degnano di andare ad un loro ricevimento, solo per poter dire di aver visto quel professore o quell'altro. Per chi non avesse idea di come sia il sistema formativo britannico, chiarisco che i college non sono preposti a fornire le lezioni sulle materie che gli studenti devono studiare per ottenere il loro titolo: questo e' compito dell'universita' di Cambridge, che e' molto simile come organizzazione alla nostra (dopo la riforma 509 del 99). Ma ogni professore ed ogni studente deve fare riferimento ad un College, il quale, in sostanza, e' un luogo dove ragazzi che possono permettersi migliaia di sterline di tasse all'anno trovano vitto, alloggio, professori tutor, associazioni varie (dagli Amici della marmotta fino agli atleti della Corsa col sacco) cui iscriversi. La prima impressione e' che sia un bel modo di passare gli anni dell'universita'; la seconda e' che sia un mezzo estremamente dispendioso per educare i giovani. Otre che un sistema autoreferenziale per dare lustro alla propria universita'. Le lezioni a volte sono interessanti. Ma estremamente piatte e poco arricchite dei risultati della ricerca, che pure si fa in Cambridge. Al contrario che in Italia, pero', questa ricerca avviene piu' nell'industria che nei laboratori universitari. Basti pensare che multinazionali come la Microsoft hanno qui importanti Centri di Ricerca. Un caso a parte e l'Anglia Ruskin University, un politecnico dove studiare costa meno, e la qualita' dell'insegnamento e della ricerca e' alta. Ma scordatevi immensi giardini verdi con palazzi cinquecenteschi, o stanze con pannelli in mogano e soffitti a cassettoni... Se solo ci fosse gente con cervello al governo del nostro stato, tanto da capire che la formazione dei giovani e' davvero qualcosa per cui vale la pena di investire gran parte del nostro PIL, il nostro sistema formativo potrebbe essere tra i migliori al mondo.

24 luglio 2006

Il centro del Mondo...

Venerdi' sera, ritornato a casa dopo una giornata passata a Newmarket Races, ho trovato una graditissima sorpresa: Francesco, il mio compagno di casa a Pisa, era li' ad aspettarmi! Ha attraversato mezza Europa su un camion, che l'ha lasciato a Dover, e da li' a preso il treno per Camrbidge... a dir poco epico! E ieri, per ricordare i vecchi tempi e rivedere i posti che ci hanno ospitato per i mesi estivi di circa 6 anni fa, siamo andati a Londra. Ed e' stato bello perdersi nel fascino di una cosi' grande citta', dove ogni strada o monumento ci ricordava un'avventura. Siamo andati perfino all'indirizzo della nostra shared house, in Bravington Road, Queen's Park. Ed i ricordi hanno sempre un sapore agrodolce, perche' la prospettiva temporale distorce o amplifica, atterra e suscita...

21 luglio 2006

Super Marcello e la Cambridge che cambia

La vita a Cambridge e' talvolta sorprendente, si incontranto persone eccezionali... Alcuni giorni fa, lavorando ad Hinxton Hall, ho incontrato un personaggio mitico, Marcello, che dopo aver girato mezzo mondo, dopo una gioventu' di fuoco, ora fa il supervisor nel ristorante di H.H.. Lui e' nato a Cambridge ma il padre e' italiano, e anche lui lo e' nel cuore (tra l'altro ho scoperto che e' stato lui ad accendere i fuochi d'artifico tricolore in Parker's Piece quando l'Italia ha vinto i mondiali). E' sempre di buon umore e riesce a trasmetterlo a chi lavora con lui. A me ha anche insegnato a mangiare durante il lavoro, cosa non semplice, ma decisamente divertente. La vita invece "piu' formale" o normale di Cambridge, in questo periodo, non e' il massimo, poiche' da stupenda citta' universitaria quale e', si trasforma d'estate in centro turistico, ed anche i College quasi diventano strutture alberghiere, ospitando meeting di Big Companies e matrimoni di ricchi, eccentrici, personaggi. Ma per fortuna non mancano conferenze interessanti e musei da visitare, oltre ad una discreta vita notturna che, purtroppo, dati i miei impegni lavorativi e di studio, ancora non mi e' dato di conoscere bene.

17 luglio 2006

Anche la FIAT e' interessata al WWT

Non c'e' modo migliore per raccontare questa nuova notizia circa il Giro Completo del Mondo, che riportare di seguito lo scambio di e-mail avuto con il Responsabile Marketing Italia della FIAT.

Gentile Sig. G., leggo la sua e-mail con notevole ritardo e me ne scuso. Sono attualmente in Inghilterra, a Cambridge, e l'indirizzo che controllo piu' di frequente e' un altro. Gilelo lascio per eventuali future comunicazioni: whole.world.trip@gmail.com (e' una e-mail in fase beta di Google, molto piu' capiente e gestibile, visto che ormai l'impresa sta appassionando molti amici ed ho una corrispondenza molto intensa). Quanto all'idea di incontarci a Torino, per me sarebbe meglio farla se ci sono concrete possibilita' di realizzare una partenership con la FIAT. Attualmente sono a Cambridge per migliorare il mio inglese (sempre in vista del WWT); lavoro e studio contemporaneamente e per me il ritorno in Italia non sarebbe molto semplice (devo prenotare per tempo il volo e avvisare il College dove lavoro); quindi vorrei venire sapendo gia' qual e' l'idea dell'azienda, o piu' propriamente del dipartimento che ha preso in esame il progetto, riguardo al WWT. Potrei venire direttamente portando la seconda versione del progetto, ma penso che la cosa migliore sia redigerla insieme. Voi avrete sicuramente tempi commerciali da rispettare e credo che la pianificazione originaria del Whole World Trip (piu' di 2 anni e mezzo) sia eccessiva e poco funzionale ad una campagna pubblicitaria mirata. A questo si aggiunga che lo scenario internazionale e' in continua evoluzione. Tanto per fare un esempio, pochi mesi fa il Montenegro, con un referendum, ha scelto di essere indipendente, quindi devo aggiungere una capitale alla mia lista! Inoltre, dovrei sapere se siete interessati a lavorare direttamente, come sponsor "attivo", partendo dalla stesura del progetto definitivo, fino alla gestione dei contenuti da veicolare tramite i canali pubblicitari, o se la vostra sponsorizzazione si limiterebbe alla fornitura della Panda 4x4. Se mi da' un cenno positivo ed una rosa di giorni in cui e' disponibile, verro' a Torino quanto prima. Non le nascondo che ci sono altre case interessate alla prima versione del progetto, quella del WWT in moto (credo di avergliene parlato nella mia lettera). Ci sono due motivi per cui pero' ho temporeggiato con queste Aziende. Il primo e' che studiando nei dettagli le situazioni climatiche e le probabilita' di incidenti nei vari stati a seconda del mezzo utilizzato, la moto e' decisamente sconsigliabile. Il secondo e che io sarei molto piu' contento di poter essere sponsorizzato da una casa italiana. Non e' solo una questione affettiva legata alla storia produttiva del nostro Paese, ma anche una fiducia nell'alta qualita' dei mezzi prodotti. Pertanto aspetto fiducioso una sua risposta. Le lascio anche i miei recapiti a Cambridge, qualora avesse necessita' di contattarmi. Mobile Phone: (0044) 07726889990 Address: 8, Upper Gwydir Street Cambridge CB1 2LR -United Kingdom- Cordiali saluti LM >From: "GF" <#######@fiat.com>>To: <new.road@hotmail.it>>Subject: richiesta di sponsorizzazione>Date: Fri, 7 Jul 2006 10:22:07 +0200>>

Buongiorno. In merito alla sua avventura di giro del mondo a bordo di una panda 4x4 presentatami , le volevo innazitutto fare i compliementi per l'iniziativa e per lo spirito soprattutto dell'impresa. Questo spirito è molto in linea con la nuova Fiat che stiamo passo dopo passo cercando di impostare. La sua proposta è interessante quindi le chiedo di incontrarci qui a torino per avere maggiori dettagli ell'impresa.Mi contatti al 011 ######

saluti

G. (Resp. Marketing Italia)

14 luglio 2006

C'era una volta il lavoro tutelato...

Gia', una volta, ora non piu'! Ieri ho lavorato per 16 ore continuativamente, con soltanto una quindicina di minuti di pausa. E' incredibile quello che e' riuscita a creare la macchina capitalista! Mi piace pensare che questo difficilmente avverrebbe in Italia. Invece qui e' perfettamente legale. I sindacati, pur essendo nati in questa terra, ora ne sono stati progressivamente espulsi, in favore di un benessere diffuso nella borghesia inglese, e destinando lavori duri agli stranieri. Negli ultimi tre giorni ho lavorato per una agenzia di catering presso Hinxton Hall, un enorme struttura di ricerca nel campo della genetica. Ho anche avuto modo di parlare con alcuni scienziati (uno svedese, un francese, due italiani) che erano li' per una conferenza. Ma non mi sono fatto un'idea positiva di tanti spropositati investimenti per ottenere "conoscenza" su cui lucrare. Ci vorrebbe un fondo mondiale per la ricerca, con ovvia disponibilita' dei risultati a tutti. Ogni giorno ho davanti agli occhi sprechi di ogni genere, da quelli energetici, a quelli alimentari; tutto perche' poche ricche persone pretendono lussi inutili al solo scopo di spendere il troppo che hanno; intendo dire che se avessero meno non avrebbero alcuna esigenza, ad esempio, di tonnellate di salmone (i 3/4 vanno poi buttati) o di tenere interi palazzi illuminati a giorno anche di notte (pur essendo vuoti). Insomma, mi vado sempre piu' convincendo che questi ritmi, dettati dall'eccessiva disponibilita' di spesa di poche persone, siano assolutamente insostenibili (oltre che ingiusti).

12 luglio 2006

I Mondiali che aspettavamo

“Campioni del mondo!” Lo ha urlato anche Atas, un amico lituano che ho conosciuto qui a Cambridge; in un italiano un po’ stropicciato, ma comprensibile. E un altro ciclo si chiude. Domenica sera mi sono venuti in mente gli europei del 2000, persi immeritatamente con la Francia; io era in Scozia con alcuni amici; attimi di pura sofferenza da perfetti immigrati emarginati. Ora il ciclo si chiude, e ci siamo concessi momenti di gioia puerile... decine di italiani per le strade della città. C' e' stato anche chi ha acceso i fuochi d'artificio tricolore nel parco. Insomma, un Mondiale e' un Mondiale; e seguito lontano dal proprio paese emoziona ancora di piu'!

10 luglio 2006

Due novita' circa questo blog

Da oggi ci sono due novita' su questo sito. La prima novita' riguarda la possibilita' per tutti gli utenti di lasciare commenti per ogni post pubblicato. Questa funzione mi e' stata chiesta fin dai primi giorni da alcuni amici, ma in realta', all'inizio, davvero non pensavo che questo sito potesse sucitare tanto interesse. La seconda e' una triste conferma che prima o poi tutti incappiamo nella macchina capitalista, ed infatti in prima pagina troverete il servizio AdSense di Google. Attualmente i link non sono funzionanti, poiche' voglio selezionare le pubblicita' ammesse (per esempio togliere gli inviti alle chat e cose di questo tipo), ma penso che tra una settimana l'utility sara' funzionante. AdSense e' un servizio pubblicitario mirato, che spero possa essere piu' utile che dannoso (per la ricerca di argomenti correlati ai temi del blog), ma se non dovesse piacervi vedro' di toglierlo quanto prima. Un'ultima nota riguarda il barbaro modo in cui spesso vedrete scritte la parole accentate: il fatto e' che con queste tastiere anglosassoni non pui richiamare agevolmente le vocali accentate, quindi usero' (<--- come potete vedere!) sempre l'apostrofo. Enjoy your time. Luca

6 luglio 2006

Cosi' incontrai Professor Hawking...

...Fu mentre ero diretto alla pantry, tra le stairs e la lift, con in mano un vassoio pieno di cutlery, che incontrai Stephen Hawking. Anzi, quasi mi scontrai. Lui usciva dall'ascensore, io salivo dalle scale; nello stretto pianerottolo la sua sedia a rotelle era un po' ingombrante, quindi quasi gli finivo addosso col vassoio pieno di posate. Ero cosi' contento ed imbarazzato che dopo un rapido good evening sono corso via. Insomma, un incontro-scontro casuale, con una delle menti piu' brillanti del nostro tempo. Avevo quattordici anni quando al primo anno di Liceo Scientifico scrissi un articolo sui Black Holes per un concorso a Dublino. E in quell'articolo citavo molte volte il Professor Hawking, i sui studi, le sue teorie. Per anni, da allora, la passione per il cosmo, la fisica teorica ed in particolare i Buchi Neri, mi hanno portato a leggere articoli di Hawking, Penrose e altri eminenti scienziati; ma mai pensavo che avrei potuto incontrare uno di loro. Come waiter nel Gonville & Caius College di Cambridge, tra le stairs e la lift, mentre ero diretto alla pantry, busy ma happy, incontrai il Professor Hawking. E nessun linguaggio puo' spiegare quello che provai.