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13 agosto 2007

La consapevolezza del viaggiatore stanco

Ormai e' finita, domani si parte, aereo da Washington per Zurigo, poi Zurigo-Roma.

Ieri siamo andati a Virginia Beach, per sentire il sapore dell'Oceano Atlantico. Ed e' stato bello ricordare quando alcune estati fa, dopo aver percorso il Cammino per Santiago De Compostela, arrivai con alcuni compagni di avventura fino a Capo Finisterre per fare un bagno nello stesso oceano che ieri avevo di fronte...
Guardando l'orizzionte, a migliaia di chilometri di distanza, c'erano le coste del Portogallo e della Spagna, dove, in tempi diversi (prima a Lisbona, poi a Capo Finisterre), avevo avuto modo di guardare quello spettacolo domandandomi se mai mi sarebbe capitato di guardarlo dalla parte opposta.

Ora che l'avventura americana volge al termine, e' tempo di bilanci,... e di malinconia.
Rivedendo le foto con Ciccio e Dario ci sono stati momenti di grande ilarita', alternati ad alcuni di poetica malinconia.
Gia', perche' l'America, nel bene o nel male, e' un continente affascinante; e l'aver passato quasi un mese in giro per gli States ha inevitabilmente lasciato immagini, suoni, odori, nei cuori di ognuno. Un giorno, ricordandoli, qui suoni, quei colori, ci richiameranno alla mente situazioni, emozioni. E da qui nasce la consapevole malinconia del viaggiatore, del viaggiatore stanco, che anela il ritorno alla base, ma nello stesso tempo ha ben chiara l'irripetibile bellezza di quello che ha vissuto.

Dopo quasi 6.000 miglia (e con domani raggiungeremo le 6.250 miglia, ovvero 10.000 km!) di strada percorsi in macchina, dopo essere passati per 18 stati, aver attraversato 3 fusi orari, aver mangiato in decine di catene di Fast Food diverse, dopo aver dormito nei piu' svariati motel, e dopo aver fatto uno shopping forsennato in decine di Mall, possiamo dire che, questa America, l'abbiamo capita a fondo.
Abbiamo scelto di immedesimarci, di calarci nell'americano medio, quello che ritiene una macchina da 2000 cm3 una piccola cilindrata, quello che preferisce il sandwich alla pasta asciutta e Nixon ad Allende.
E dopo questo processo catartico, possiamo concludere che ci siamo stancati. Vogliamo tornare nel paese natio.
In fondo, ora, in Italia, e' gia' domani...
E questa e' la piu' chiara dimostrazione di come, noi italiani, siamo sempre piu' avanti!

8 agosto 2007

Back in Virginia

Da Memphis a Nashville in Tennessee, poi Knoxville e il parco nazionale delle Great Smoky Mountains, al confine con il North Carolina; Greensboro e Durham in North Carolina ed in fine rientro a Newport News in Virginia, dove tutto e' cominciato appena 15 giorni fa.

A Nashville, patria della musica Country, ho capito che il Country non e' solo un tipo di musica, o un modo di essere... per alcuni e' una religione! C'erano locali con un' ambientazione da Far West, dove senza il cappello a falde larghe dei cowboys ti sentivi come un pesce fuor d'acqua.

A Knoxville, visitando l'ennesimo centro commerciale (la Mall, you know?), ho capito che l'America senza uno sfrenato consumismo interno non esisterebbe. E Dario, dando un interpretazione socio-culturale, ha identificato nella Mall un archetipo di luogo di incontro, quello che per gli antichi greci era l'Agora'; poiche' e' in questo luogo che gli americani si incontrano, mangiano, vedono film, comprano spendono e spandono (inutile dire che a Ciccio tutto cio' piace da morire).




Presso Durham, dopo avere preso l'ennesimo bicchierone da un litro di caffe', (Bibbitozzo, you know?) per riuscire a fare le ultime duecento miglia che ci dividevano da Newport News, ho capito che l'America si fonda sugli eccessi. I bicchieri che ci sono qui, spesso riempiti con gassose e zuccherose bevande, sembrano secchielli per champagne. Il grande e' spesso troppo grande, ed inevitabilmente coincide col troppo; logica conseguenza e' lo spreco, poiche' il troppo si butta.


Riassumo quello che ho capito in questo peregrinare per gli States: l'America si fonda sul Bibbitozzo e sulla Mall.
Per evitare che questa venga presa come una mera battuta di spirito, mi ripropongo di scrivere, insieme a Dario, anch'egli convinto sostenitore della suddetta tesi, un prossimo post dal titolo Apologia del Mc Donald.

5 agosto 2007

Sulla strada del ritorno


In Texas, ad Amarillo, abbiamo raggiunto le tremila miglia di viaggio in macchina, e questo e' avvenuto precisamente in corrispondenza del Ranch delle Cadillac, un insolito posto dove fanno bella mostra di se' delle macchine piantate per meta' nel terreno, sulle quali ogni avventore lascia un messagio qualsiasi, che dura pochissimo, poiche' viene prontamente cancellato da quello del "pellegrino" successivo.
La poesia di questo posto e' difficile da spiegare... e' come se il tempo mostrasse tutta la sua inclemenza; come se, di fronte a quei vecchi modelli di cadillac ormai passati di moda, l'individuo vedesse in uno specchio la fugacita' di gran parte delle sue azioni.
Altro bellissimo posto che abbiamo visitato e' stato il Canyon di Palo Duro, scenario di importanti battaglie tra Indiani e truppe governative.


Dopo aver raggiunto la parte piu' ad ovest del viaggio, ad Acoma Pueblo, un antichissimo villaggio degli indiani nativi d'America, abbiamo intrapreso il viaggio di ritorno.


Il New Mexico si e' rivelato uno stato bellissimo, nonostante gli sterminati deserti che dilatano le distanze. Nel deserto ad ovest di Abuquerque abbiamo fatto una visita al Casino Route 66, non potendo, per mancanza di tempo, arrivare fino a Las Vegas.


Da Acoma Pueblo fino a Little Rock in Arkansas abbiamo fatto piu' di 1.000 miglia (oltre1.600 chilomentri) in macchina senza dormire.

Ora siamo a Memphis, in Tennesse, la citta' di Elvis Presley, The King.
E' un posto insolito per l'America, pieno di locali dove poter ascoltare musica dal vivo. Altro fatto insolito: la possibilita' di bere birra per strada (una sola strada in tutta la citta' a dire il vero). La qual cosa e' impossibile nel resto di questa puritana America, dove puoi comprare una pistola in un supermercato, ma per bere una birra rischi la galera.
Domani riprendiamo la strada del ritorno verso la Virginia.

1 agosto 2007

On the road again

Da Saint Louis nel Missouri ad Amarillo in Texas, passando per Atlanta, Springfield e Galena nell'Illinois, Oklahoma City e Clinton in Oklahoma State... di nuova sulla strada.
Di fatti rilevanti ne sono successi, ma mi limito a citarne due.
A Springfield nel Missouri (in America di Springfield ne esistono tantissimi, forse e' per questo che i Simpsons sono ambientati in un paese con questo nome! ndr), per la prima volta in tutto il viaggio, Dario ha guidato per meno di un miglio, da dove abbiamo cenato al Motel dove alloggiavamo. E, per la prima volta in tutta la vacanza, non porta con se' nemmeno un documento. Quindi, la solerte polizia americana, che ci ha letto negli occhi una evidente colpevolezza, ha provveduto ad affiancarci con la volante (che con tutte quelle luci sembra una giostra di cattivo gusto) intimandoci di accostare.


Comunque, nonostate la canottiera ITALIA di Dario, il suo essere minore di 25 anni, il non avere con se patente, passaporto e quant'altro necessario a distinguerlo da un immigrato clandestino cubano, grazie agli immacolati passaporti miei e di Ciccio, ed alla parlantina di Darius (un misto di inglese elementare, spagnolo di scuola media e dialetto pignatarese da universita') si e' risolto tutto in poco tempo.


Altro fatto rilevante e' stato l'essere passati per una cittadina spersa nel countryside dell'Illinois, con appena 400 abitanti, dove tutto e' fermo a 60 anni fa. E dove, incredibile a dirsi, il proprietario di un vecchio store, non aveva mai visto un italiano arrivare fin li'!

29 luglio 2007

Fast Tourism

Il viaggo e' iniziato con la teorizzazione, durante le lunghe ore di spostamenti (in America le distanze sono abissali!) del FAST TOURISM.
Il Fast Tourism e' una tipologia di turismo a basso valore culturale che consiste nel visitare nel piu' breve tempo possibile tutto quanto di interessante c'e' da vedere.
E' una provocazione a questa societa', che ha inventato il Fast Food, e che non sembra per nulla interessata ad abbracciare risposte culturali piu' evolute, nate in Italia, come lo Slow Food...
Quindi, all'America, abbiamo deciso di riservare questo trattamento particolare.

Partendo da Newport News in Virginia, appena lunedi' scorso, abbiamo visitato Washington DC, New York, Philadelphia, Rochster, Toronto, Detroit, Chicago,... ed ora siamo diretti a Saint Louis. In 6 giorni abbiamo attraversato la Virginia, il Delaware, Distric of Columbia, il Maryland, la Pennsilvanya, New York State, il New Jersey, il Canada, il Michigan, l'Indiana, ed ora siamo nello stato dell'Illinois!

Ieri abbiamo intrapreso lo storico percorso della Route 66, oggi sostituita dalla HighWay Interstate 55, dopo piu' di 2 giorni di viaggio senza dormire. Da Rochster a Chicago, infatti, e' stata una prova estrema del Fast Tourism... abbiamo visitato le Cascate del Niagara, Toronto, abbiamo ripassato la frontiera Canada-USA presso Detroit, ci siamo fermati a Chicago dove siamo saliti sulla Sears Tower, ed abbiamo proseguito fino ad Atlanta in Illinois... il tutto senza fermarsi a dormire, e con cambi alla guida della macchina abbastanza sporadici, per permettere al driver di turno di riposarsi un po'.
Ora si riprende la strada...

23 luglio 2007

Visitando la Virginia


Siamo andati in giro per la Virginia, in questi giorni.
Piena di basi militari con armi nucleari.
Senbra di stare in un enorme unico territorio militarizzato.
Siamo entrati a Langley, base delle forze aeree, di un centro di ricerca NASA e della CIA.
La base piu' grande del mondo, che e' quella della US Navy ha dentro quasi 80.000 soldati.
Dentro abbiamo visto navi e sottomarini appena tornati dall'Iraq. (Questo e' stato possibile solo perche' eravamo entrati grazie ad un amico che lavora nella marina).
Ma il vero viaggio inizia oggi.
Con la macchina affittata (che poi non si e' rivelata una Chevrolet, bensi' una borghesissima e per niente cattiva Toyota Rav4) andremo a visitare Washington, e poi su verso New York. Cercando opportunamente di non finire nei ghetti...
Che Dio o chi per lui ci accompagni.

21 luglio 2007

Just arrived

Dopo un viaggio interminabile in macchina, dall'areoporto di Washington DC fino a Newport News, morti di sonno, siamo arrivati a casa di un amico, dove dormiremo. Le sei ore di fuso orario ed il viaggio in aereo di piu' di 10 ore,... si sente tutto. Le primissime impressioni: una sequela interminabile di lungaggini burocratiche iniziate adirittura prima di atterrare con l'aereo mi ha fatto sentire poco accolto, dire quasi "scoraggiato" ad entrare negli States. Ma domani si riparte, piu' fiduciosi.

18 luglio 2007

Poche news prima di partire per l'America

E' un po' che non scrivo su questo blog. Principalmente perché sono stato davvero incasinato, e poi perché col tempo questo sito è diventato come una responsabilità... è sempre lì a ricordarmi che devo partire, che non posso fermarmi.

Paradossalmente in questi ultimi mesi ho comprato casa a Trento, ho incrementato il lavoro ed ho viaggiato sporadicamente, solo per tornare a Calvi Risorta.
Stando così le cose, tutte le piccole novità (come l'esame per Promotore Finanziario che ho fatto ad inizio luglio, gli amici che ho rivisto dopo tanto tempo, ecc.) mi sono sembrate inadatte ad essere inserite nella cornice del WWT.


Ma il sito era lì, a ricordarmi del progetto, del sogno. Per cui, ora che la prossima tappa del Whole World Trip è imminente, mi sono sentito in grado di scrivere due righe.

Dopodomani si parte.

Aereo: Roma-Zurigo, poi Zurigo-Washington.

Compagni di viaggio ribattezzati per l'occasione:
  • Ciccio Pasticcio
  • Dario Calvario
  • Luca Granduca/Tartaruga/Pro-Fuga/... (c'è una certa indecisione a tal riguardo)

Macchina che probabilmente ci porterà in giro per gli States: Chevrolet Equinox

Percorso programmato: nessuno

Tappe programmate: nessuna

Filosofia di base: Find Your Way in USA

In poche parole, partiamo "alla ventura", per non dire da veri sprovveduti! Ma è il modo migliore per vivere l'esperienza americana senza l'ansia di passare a tutti i costi per le principali città, visitare i più famosi musei, ecc. Solo la striscia di asfalto, deserti sconfinati, e un briciolo di follia.

Spero di aver modo, lungo la strada, di aggiornare il blog, di tanto in tanto. In ogni caso dovrei tornare nella seconda metà di agosto, per cui un mese senza news è probabile. Buona estate a tutti. E buon viaggio.

25 giugno 2007

...viaggio in Un Secolo Amaro

Vorrei poter dire che vado a visitare l'America, ma credo che andrò solo negli Stati Uniti.

Di tutto quell'enorme continente inizio forse con la parte più contraddittoria, quella che non viene certo da apprezzare per le scelte di politica estera, né per quelle di tipo etico, fatte da una società completamente schiava del consumismo.
Gli USA sono sicuramente tra i principali responsabili dei piccoli a o grandi conflitti dello scorso secolo, e pare siano fermamente interessati a rimanere al primo posto, pena un arresto del proprio Prodotto Interno Lordo.
Quelli di Skull & Bones mai sarebbero disposti a perdere uno 0,1% di crescita, ... indipendentemente dal surriscaldamento del pianeta o dai danni delle bombe intelligenti.

Ma gli Stati Uniti d'America sono anche un paese dal fascino indiscusso, dove tutto è grande, immenso, e dove la natura sembra essere rimasta selvaggia come nei secoli scorsi.
Un Paese grande non è necessariamente un grande Paese, ma viaggiare un po' per quelle terre sarà sicuramente interessante.
Con un paio di compagni di avventura, da metà luglio a metà agosto, noleggeremo una macchina e percorreremo la mitica Route 66, attraversando da costa a costa l'America del Nord, magari sentendoci più pionieri che turisti.
E anche se siamo solo delle vittime dell'inconscio sogno americano, voglio credere che lo facciamo per curiosità, più che per passione.




9 maggio 2007

Back to Pisa

Ciccio Veltre si è laureato, ed io, dopo un anno di assenza da Pisa, sono tornato.
Ho preso il treno da Trento alle 4 di mattina, e dopo un'odissea di 8 ore, sono giunto nell'Aula Magna della Facoltà di Ingegneria in tempo per la discussione della tesi.
Ci voleva un evento storico come questo per riportarmi in terra toscana. In effetti ho lasciato Pisa a Maggio dello scorso anno e non ci ho più messo piede.

In questo anno sono successe tantissime cose. Per riassumerne la portata cito solo l'ultima: oggi ho spostato la mia residenza a Trento, da Calvi Risorta.
Tra una fuga da una casa piena di amianto ed un cambio di residenza, c'è stato di tutto... e a ben rileggere questo blog mi rendo conto di aver sommariamente raccontato un po' di queste storie.
In ogni caso, come tutte gli eventi che suscitano riflessioni, e soprattuto "bilanci", mentre ero a Pisa mi sono domandato se quest'anno di fuga era stato proficuo; la risposta è stata positiva, mi sono reso conto che ho fatto la scelta giusta, e tornando indietro la rifarei identica.
L'ultimo anno è stato tra i più interessanti che possa ricordarmi, e mi ha permesso di creare una prospettiva di crescita maggiore di quanto potessi sperare.

Il rivedere gli amici di Sinistra Per e tutti i compagni lasciati a Pisa mi ha un po' rattristato, perché è evidente che le nostre vite ormai sono su binari diversi; ma i distacchi fanno parte del cammino, l'importante è far bene quel poco di strada che ci è dato di fare insieme.
Resta l'umano dispiacere del non poter più condividere tante esperienze...
Le comitive di amici ritrovate nel fine settimana scorso, mi mancano moltissimo! In quei giorni la Babilonia Pisana mi ha assalito con veemenza, tant'è che ancora non mi sono ripreso dopo i festini nella dimora dei Scigliano Brothers, la cui squisita ospitalità è pari solo alla loro eccellente sregolatezza!

Pisa è una città di cui è facile disinnamorarsi. Ma per gli amici è il contrario. Chi si è conosciuto a Pisa, specialmente in condizione di studente fuori sede, difficilmente perderà mai i contatti con i propri compagni.
Perciò tra un pranzo da Mariano e una gita al Lago di Massaciuccoli, ho ritrovato lo spirito goliardico di un tempo, che avevo quasi scordato.
Non che con gli amici che ho qui non mi diverta... ma quando si è studenti si ha un'altra testa, ed è quella condizione mentale a dare un senso di leggerezza e spensieratezza che poi, col tempo, inevitabilmente, si perde.