Ieri sera sono arrivato alle 21.40 a Ciampino.
Sorpresa delle sorprese ho trovato, insieme a mio fratello Marco, anche Francesco V., che era sceso da Pisa fino a Roma solo per venirmi a prendere all'aeroporto. Questa mattina è già ripartito.
Marco ci ha cucinato una cena incredibile, e abbiamo passato la nottata a chiacchierare raccontandoci a vicenda i nostri 5 mesi di lontananza...
C'è stata poi la telefonata da Milano Luigi "Sartre", il quale sa essere presente anche a migliaia di chilometri di distanza.
E' stato semplicemente fantastico ritrovare mio fratello e i miei migliori amici appena toccato il suolo italiano, proprio quando il piacere del rientro cominciava ad essere offuscato da un noto senso nostalgico, una malinconia tanto poetica quanto triste.
Questa ultima settimana a Cambridge è stata bellissima. I miei amici mi hanno organizzato party tutte le sere, e sebbene abbia dormito una media di due ore a notte, sono stato davvero bene.
C'è un sole piacevole questa mattina, e Roma sembra più bella del solito.
Tra un po' rivedrò anche i miei genitori, ed è una ragione in più per essere felici.
Ma al termine di un viaggio, è sempre tempo di bilanci. Pensare a Cambridge, a quei fantastici giorni passati tra musei, Château Lafite Rothchild, libri antichi e amici da tutte le parti del mondo, mi porta ad avere uno sguardo velato di consapevolezza, ogni volta che guardo fuori dalla finestra...
Blog "di viaggio" di Luca Martino, dove Filosofia, Politica, Economia, Marketing, Web e SEO sono di strada.
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26 novembre 2006
Da Roma
Ieri sera sono arrivato alle 21.40 a Ciampino.
Sorpresa delle sorprese ho trovato, insieme a mio fratello Marco, anche Francesco V., che era sceso da Pisa fino a Roma solo per venirmi a prendere all'aeroporto. Questa mattina è già ripartito.
Marco ci ha cucinato una cena incredibile, e abbiamo passato la nottata a chiacchierare raccontandoci a vicenda i nostri 5 mesi di lontananza...
C'è stata poi la telefonata da Milano Luigi "Sartre", il quale sa essere presente anche a migliaia di chilometri di distanza.
E' stato semplicemente fantastico ritrovare mio fratello e i miei migliori amici appena toccato il suolo italiano, proprio quando il piacere del rientro cominciava ad essere offuscato da un noto senso nostalgico, una malinconia tanto poetica quanto triste.
Questa ultima settimana a Cambridge è stata bellissima. I miei amici mi hanno organizzato party tutte le sere, e sebbene abbia dormito una media di due ore a notte, sono stato davvero bene.
C'è un sole piacevole questa mattina, e Roma sembra più bella del solito.
Tra un po' rivedrò anche i miei genitori, ed è una ragione in più per essere felici.
Ma al termine di un viaggio, è sempre tempo di bilanci. Pensare a Cambridge, a quei fantastici giorni passati tra musei, Château Lafite Rothchild, libri antichi e amici da tutte le parti del mondo, mi porta ad avere uno sguardo velato di consapevolezza, ogni volta che guardo fuori dalla finestra...
12 novembre 2006
I'll miss this place... as well as now I miss home
24 ottobre 2006
Dal Big Bang ai Buchi Neri
Ieri sera mi sono finalmente fatto coraggio ed ho rivolto la parola al Professor Hawking.
Dopo ormai quattro mesi passati al Gonville & Caius College, il nuovo Fellows' Butler, mi ha presentato a Stephen Hawking, alla fine della cena dei Fellows.
Non che sia stato possibile "conversare", poiche' gli serve molto tempo per comporre le frasi al computer e poi farle ripetere dal sintetizzatore vocale, ma mi ha fatto davvero piacere poterlo conoscere.
E' sempre accompagnato da un'infermiera, che lo imbocca per aiutarlo a mangiare, e ormai non puo' compiere alcun movimento. Il computer che ha montato sulla sedia a rotelle prima era comandato da un leggero movimento della mano; ora non riesce a muovere nemmeno un dito, e mi e' sembrato di capire che utilizzi un lettore della retina per selezionare le parole che intende utilizzare per comporre le frasi.
In pratica utilizza il movimento degli occhi, l'unica cosa che ancora riesce a muovere.
E' cosi' strano vedere uno dei piu' grandi cervelli del nostro tempo imprigionato in un corpo che non gli risponde piu'. Per quello che e' possibile percepire dall'espressione del suo viso, pero', non e' mai triste, e cerca con tutte le sue forze di condurre una vita normale, continuando ad insegnare (ovviamente prepara le lezioni con l'assistente) e a frequentare le riunioni dei Fellows.
Qualche giorno fa avevo iniziato a leggere il suo libro piu' famoso A Brief History Of Time, noto in Italia maggiormente come "Dal Big Bang Ai Buchi Neri". Avevo letto molti suoi articoli in passato e anche parti di questo libro, ma leggerlo in lingua era un'esperienza che volevo fare.
Avendolo con me, ieri, gli ho chiesto un autografo. Sapevo che a volte lasciava volentieri la sua impronta digitale, ma mai mi sarei aspettato che mi lasciasse anche una dedica!
Lui l'ha formulata a computer e la sua assistente l'ha scritta sul libro, aiutandolo poi a mettere l'impronta del suo pollice destro.
La dedica dice "To boldly go where StarTrek fears to tread".
Pur non conoscendomi per nulla, mi e' sembrato mi avesse letto dentro...
20 ottobre 2006
Tornare e' la condizione imprescindibile per ripartire...
Qualche giorno fa ho comprato il biglietto per il ritorno in Italia. Tornero' il 25 Novembre.
Non so bene cosa faro', ma tornare e' la condizione imprescindibile per ripartire.
Domenica scorsa ho incontrato a Londra un mio zio che era venuto per il fine settimana con la famiglia in Inghilterra. Il piacere di stare con le persone a cui voglio bene, della mia famiglia, ha acuito la nostalgia di casa.
Quindi per il momento torno.
11 ottobre 2006
E benche' fossi guardian de gli orti, vidi e conobbi pur l'inique corti...
"... e vissi in Menfi un tempo, e ne la reggia fra i ministri del re fui posto anch'io, e benché fossi guardian de gli orti vidi e conobbi pur l'inique corti."
9 ottobre 2006
Pensando al rientro (ed ai saggi Zen)
Questa riflessione l'ho fatta la prima volta che ho contattato una multinazionale e mi sono sentito non pienamente conforme ai miei modi intransigenti nei confronti del Mercato Globale.
Essere "sponsorizzati" non rientra nei dettami del Manuale del Perfetto Comunista, ma cio' nonostante sono andato avanti.
Ora, a quasi 4 mesi dall'inizio, continuo a credere che essere intransigenti porta solo un senso di frustrazione, poiche' siamo creature destinate ad aumentare il grado di entropia nel cosmo ed in noi stessi.... E' nella nostra natura umana.
Pretendere di essere dei purusti di qualsivoglia ideale equivale ad alienarsi.
Credo quindi che l'equilibrio sia nel "tendere ad un miglioramento", restando ben ancorati alla realta'. Gli idealismi, spesso, sono sterili. Gli ideali, invece, sono la linfa che spinge gli uomini di buona volonta' a fare grandi cose.
Comunque, al di la' di queste vane riflessioni sull'etica dell'agire umano, si e' fatto tardi, e devo riandare al lavoro.
Contrasto degno del nostro tempo.30 settembre 2006
FIAT, capitolo secondo
Comunque ora non so che strada prendere.
Avevo pensato di concedermi un'altra settimana di vacanza, affittando una moto per andare in Scozia e visitare tutta la parte dell'estremo Nord che non ho ancora visto. Ma visti i prezzi penso dovrei lavorare 20 ore al giorno per il prossimo mese...
Anyway, we'll see.
Take it easy
22 settembre 2006
Di ritorno dall'Ungheria
Ieri sono ritornato a Cambridge dopo il breve soggiorno ungherese.
Budapest e' una citta' meravigliosa, piena di fascino. Basta passeggiare lungo il Danubio, o fare un bagno nelle tradizionali terme costruite dai turchi, per sentire il sapore del passato.
Si avverte anche una certa freddezza, forse ereditata dal periodo del regime comunista, ma le persone sono disponibili (pur parlando pochissimo l'inglese!).
La sensazione di "freddezza" la si prova notando il notevole contrasto tra i palazzi storici, risalenti all'impero Austro-Ungarico, e quelli squadrati ed imponenti, del periodo del regime.
Con i miei genitori sono andato poi a visitare il parco nazionale di Bukki-Nemzeti, sulle montagne a nord, a confine con la Slovacchia; ed e' stato interessante vedere anche l'Ungheria dei piccoli paesini, non solo quella delle grandi citta'.
Paesini dove trovi ancora per le strade furgoncini di fabbricazione russa, che misteriosamente funzionano bene da mezzo secolo...
11 settembre 2006
Volando sui cieli dell'Africa...
Ho conosciuto un altro personaggio mitico durante questo mio soggiorno inglese: Joao.
Portoghese, quarantenne senza famiglia in viaggio da una vita. Gran parte degli ultimi 10 anni li ha passati in Sudafrica, lavorando per diverse imprese di costruzione, come surveyor. In realta' all'inizio non capivo bene di cosa si trattasse (perche' la traduzione italiana e' "ispettore"), ma penso sia uno di quegli specialisti che prendono le misure di edifici, case chiese cose...
Ed impianti petrolchimici, soprattutto. Infatti si trova in Inghilterra per lavorare con una ditta che ha un grosso appalto tra le mani in terra inglese.
Mentre gli facevo da Cicerone in Cambridge, lui mi ha raccontato le cose incredibili capitategli nei sui viaggi in lungo e largo per l'Africa.
Il primo immediato effetto dei sui racconti e' che ho molto meno fiducia di prima nella possibilita' di completare tutte le tappe che avevo previsto per il WWT nel Continente Nero.
Il secondo e' che mi e' venuta la paura di volare. Uno studente di Ingegneria Aerospaziale, al quale i sistemi in ridondanza, le norme di sicurezza, i fattori di sovradimensionamento, sono stati insegnati fin dai primi anni, dovrebbe sapere che l'aereo rimane il mezzo di trasporto piu' sicuro... Eppure non e' sempre cosi'!
La maggior parte dellei compagnie aeree africane sono bandite dai cieli europei, ma continuano imperterrite a fornire collegamenti tra tratte interne, con vecchi Antonov guidati da ex-piloti dell'aviazione russa... (quasi sempre accompagnati dalla peggiore vodka di importazione). Gli schianti di queste carcasse volanti sono all'ordine del giorno.
Ma questo non e' tutto! Una volta, Joao era in Mali per fare dei rilevamenti in una miniera. Doveva prendere un volo che collegava il sud con il nord del Mali. Dieci minuti prima della partenza entrano dei soldati armati nell'aereo e dicono a trenta persone (scelte casualmente) di scendere: mostrano un ordine firmato dal "Presidentissimo" in persona! Cosa era successo? Semplicemente si era sotto elezioni ed il presidente, con tutto il suo staff, si stava recando in una citta' del nord per motivi propagandistici; solo che non tutti gli uomini del presidente entravano negli aerei presidenziali... Mi rendo conto che queste cose sembrano assurde, ed invece mi diceva Joao che sono "normali" nei paesi Africani.
A volte penso che il sottosviluppo a cui l'Occidente ha costretto l'Africa sia non meramente ingiusto, ma profondamente crudele. Avrei almeno una decina di altre storie assurde sulle avventure nei cieli Africani di Joao, ma devo scappare; mi devo ancora preparare per il viaggio a Budapest. E speriamo che la compagnia di bandiera ungherese sia un po' meglio...