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3 aprile 2007

Vietato Obbedire!

Sto leggendo un libro davvero interessante, circa il '68 a Trento.
"Vietato Obbedire" è una entusiasmante ma disillusa ricostruzione di quei mitici anni, scritta da Concetto Vecchio.
Leggere la storia della nascita della facoltà di Sociologia a Trento e le vicende dei lunghi periodi di contestazione, mi ha fatto ricordare emozioni provate a Pisa, quando la militanza nella rappresentanza studentesca assorbiva moltissimo tempo.
La prospettiva temporale mi aiuta a vedere tutti gli errori di tanta dedizione, ma anche a capire quanto sono stato fortunato ad avere dei compagni con cui condividere un periodo in fondo bellissimo ed irripetibile.
Anche qui a Trento, non potendo rinnegare la mia natura, mi sono imbarcato in una nuova campagna di critica al sistema. Questa volta lo sfogo è stato contro Banche e Sindacati, che qui in Trentino stanno trattando in maniera monopolistica il mercato della Previdenza Complementare. Ho scritto una lettera ai giornali regionali, che dopo appena due giorni è stata pubblicata.
Venendo da esperienze decisamente positive di collaborazione con i Sindacati (in Toscana), mi ha sorpreso il tipo di agire degli stessi qui in Trentino Alto Adige.
In ogni caso mi sento ogni giorno più stanco, quindi farei bene a lasciar perdere di combattere contro i mulini a vento.
In fondo al cuore, però, rimane la convinzione che bisogna dare il nostro contributo sempre, ed in tutti i campi in cui ci troviamo ad agire, per cambiare la società. Come diceva Mauro Rostagno, uno degli studenti più impegnati durante il '68 a Trento: "Noi non vogliamo trovare un posto in questa società, ma creare una società in cui valga la pena trovare un posto".

3 marzo 2007

La leggenda dell'Ebreo Errante

Qualche giorno fa mi veniva in mente la Leggenda dell'Ebreo Errante. Se ne trovano in letteratura diverse forme, con leggere differenze, poiché appartiene ad una tradizione orale molto antica, che solo nel 1235, nel libro "Flores Historiarum" di Roger de Wendover, appare scritta per la prima volta. Comunque la storia è all'incirca questa:

Quando Gesù fu condannato alla crocifissione e fu costretto a portarsi la propria croce da sé, a metà strada si fermò a riposare davanti ad una bottega. Attratto dalle urla della folla uscì dalla bottega un uomo: “Va più lontano! Non voglio che tu ti riposi davanti alla mia bottega!”, disse irato l’uomo avendo paura di fare la stessa fine del Maestro. Gesù rispose: “Io andrò e fra poco riposerò, tu andrai e mai ti fermerai, come il popolo ebraico”. Mentre sul Golgota si eseguiva la condanna capitale di Gesù e dei due ladroni, il proprietario della bottega iniziò il suo eterno errare. La sua presenza è stata segnalata ovunque per il mondo, ed in ogni periodo storico; un particolare lo contraddistingue: la sua ombra non si ferma mai sul terreno, a ricordo del suo tormento.
Ci sono poi versioni che a dire il vero mi piacciono di più, dove l'Ebreo è condannato ad errare come punizione per aver negato un sorso d'acqua a Gesù; in questa versione vedo la condanna al vagare senza meta come una metafora della Ricerca inappagata, della sete impossibile da soddisfare,... poiché si ha sete di quell'Acqua che appaga per l'eternità, quella Fonte che si è rifiutato di riconoscere. C'è chi vede nella Leggenda dell'Ebreo Errante il simbolo dell'intera razza ebraica, destinata a vagare per il mondo dopo la diaspora, e chi, secondo uno studio più critico su questa tradizione popolare, riconosce le tracce della propaganda antisemita che ebbe inizio nel IV secolo d.C. ad opera dei cristiani. Ma al di là di quanto possa esserci di vero nelle origini di tale racconto, resta il potere evocativo di un'immagine unica nel suo genere: questo personaggio che non può fermarsi in nessun luogo, che è condannato a vagare assetato di riposo e di pace interiore, e che sconta una colpa enorme.
...Beh, io ancora non ho capito qual è la mia colpa.

Le radici artificiali

In questi giorni, a Trento, ho meditato sul "perché" delle mie ultime scelte.
Ieri ho svolto e superato l'esame ISVAP per l'iscrizione all'albo dei Consulenti Assicurativi e Finanziari, la settimana prima ho firmato il compromesso per l'acquisto di un appartamento, e tra un po' inizierò anche l'avventura universitaria qui.
Quando mi guardo dall'alto, non mi riconosco. Nel senso che, in fondo in fondo, sento di fare qualcosa non proprio consono alla mia natura. Mi sento portato per una libertà assoluta, senza vincoli o legami che possano limitare la mia voglia di fare e conoscere. Eppure ho intrapreso una strada diversa. In effetti, mi sono reso conto che quello che sto facendo è un po' un pormi dei limiti, dei paletti, delle radici in un luogo ed un contesto, in modo da poter contenere questo spirito peregrino che mi ritrovo.

Anche se distante dal mio paese, qui ho sempre l'opportunità di incontrare i miei amici e parenti. Qualche settimana fa sono saliti i miei genitori, la settimana prima era venuta mia cugina Ada da Roma, e tra qualche giorno spero di riuscire ad andare a trovare un amico a Venezia.
Insomma, queste occasioni di incontro ripagano ampiamente delle rinunce fatte.
Ma quanto può durare ciò?

22 febbraio 2007

Non voglio parlare di politica


Non voglio parlare di politica, no, questo non è un blog d'opinioni più o meno banali sui fatti della politica italiana o internazionale.
Voglio parlare di quanto è bello e variopinto il popolo italiano.
Ma forse oggi sono troppo incazzato per scrivere questo post. Ne parliamo un'altra volta.

6 febbraio 2007

Cles e Rovereto


Il Trentino è davvero bello. La prima settimana sono stato a Cles, in Val di Non, da un amico, facendo due ore di viaggio ogni mattina per andare a lezione nella sede INA di Trento.
Ora sono alloggiato nella residenza studentesca di Rovereto, a 15 minuti di treno da Trento.

A Cles ho avuto la fortuna di conoscere un gruppo di giovani medici che lavoravano nell'ospedale di Cles con il mio amico, ed insieme a loro ho visitato un po' le valli.
Domenica scorsa abbiamo fatto una "ciaspolata" in Val Pusteria, sull'Alpe di Rodengo; un posto incantevole.
Ora, qui a Rovereto, avverto di più la salitudine. Ma credo sia una conseguenza inevitabile del viaggiare. Chi non ha casa, non può avere vicini, recitava un proverbio cinese. E forse è vero, viaggiare senza sosta porta a rompere continuamente legami.
Però un altro proverbio, sempre cinese, diceva: non c'è gioia più grande che trovare nuovi amici, non c'è dolore più grande che separarsi dai vecchi amici.
E' quindi, in fondo, una continua altalena, dove l'animo del viaggiatore è comunque messo a dura prova.

21 gennaio 2007

Le tre giornate di Milano

L'altro ieri sono tornato da Milano. Ora sono a Calvi per preparare le ultime cose; la prossima settimana mi trasferirò a Trento, per iniziare lì una nuova avventura.

In quel di Milano ho potuto incontrare due carissimi amici, Lorenzo (in foto) e Luigi, il Poeta. Del Poeta non dispongo di foto, essendo egli una persona riservata e prossima al successo, quindi considera un paparazzo chiunque osi scattargli una foto : ) .
Mentre con Lorenzo ci siamo concessi diverse, compromettenti, foto (anche con la statua di Indro Montanelli), ma per ragioni di decenza, evito di pubblicarle tutte.

Rivedere un amico è un po' come tuffarsi in un altro tempo, in quello che si era quando ci si è conosciuti, nel tipo di vita che si faceva, nel genere di discorsi che ci accomunavano.
E quindi, mentre con Luigi parlavamo di sciamani, con Lorenzo, ad ogni piè sospinto, avanzando anarchici per Corso Buenos Aires, masticavamo lenti le stupidaggini della politica italiana, sempre pronti a maledire ora Berlusconi, ora Bush, ma pur sempre critici nei confronti di chi non sapeva incarnare la nostra, rossa, idea di Sinistra.

Milano, di rosso, ha solo il nuovo negozio della Ferrari in pieno centro. Per il resto è un inno smodato al sodalizio capitalismo-consumismo.
Ma dire che "si stava meglio quando si stava peggio", o che "non li fanno più i monumenti di una volta", non giova certo al presente, a quello che di concreto possiamo fare e dare noi, qui ed ora.
Quindi, con stanca determinazione, ci accontentiamo di quel volontariato, o impegno politico, che ancora ci fa sentire vivi, fattivi, concreti.

...E con altrettanti stanchi automatismi, l'Homo Faber di questa fredda città, prende l'ultimo tram per Piazza Caneva, ormai impermeabile alla fatica ed al disgusto di viaggiare in questo caotico formicaio, dove la vivibilità è un concetto per ricchi, sicuri nei loro attici, come poltrone imbottite, adagiate sulla schiena dei lavoratori.

16 gennaio 2007

Il giro del mondo finisce a Trento?


...Questa è la riflessione che ho fatto oggi, dopo l'ultimo colloquio in INA-Assitalia, quando mi hanno offerto un posto come Consulente Finanziario nella sede di Trento.

All'uscita dell'ufficio del Direttore Generale di Agenzia, non capivo perché fossi così triste.
E poi d'un tratto ho realizzato la verità: senza nemmeno aver iniziato, il Whole World Trip era arrivato ad un punto morto; già ipotecavo i prossimi 4 anni della mia vita per studio e lavoro.
Pur iniziando Economia a settembre, il lavoro sarà molto impegnativo, perciò anche brevi viaggi per cancellare qualche capitale dalla lista delle tappe del WWT sono per il momento esclusi.
Continuerò, però, ad aggiornare questo blog... sia per perseverare nel ritenere possibile un progetto tanto folle, sia perché, magari, qualcuno dei miei amici o conoscenti si sta ancora chiedendo che fine avrò fatto, e qui, anche se saltuariamente, troverà traccia delle mie ultime vicissitudini.

Domani andrò a Milano, ad incontrare un amico di Calvi, Luigi Sarto, noto come "Il Poeta", e Lorenzo Pessa, un "Compagno" dell'Università, col quale ho avuto anche il piacere di fare oltre 800 km in bici, verso Santiago De Compostela.
Trento, per ora, può aspettare.

31 dicembre 2006

Buon anno

Sto partendo per Roma, finirò l'anno lì.
Chissà perché Capodanno ha per me il sapore nostalgico del tempo dei bilanci. Più che un guardare avanti al nuovo anno è un guardare indietro all'anno appena trascorso, analizzarne fallimenti o successi, esperienze o mancate opportunità.


La settimana scorsa sono stato per due giorni a Perugia, città davvero bella, che non avevo mai visitato bene prima di allora. La riflessione che più e più volte mi veniva da fare era pressappoco questa: "Chissà quanti altri magnifici posti ci sono in Italia e nel mondo come questo, ed io non li vedrò mai".

La presa di conoscenza dell'oggettiva impossibilità di vedere e conoscere il vedibile ed il conoscibile, mi ha dato una certa pace interiore, come se d'un tratto avessi capito quanto inutile e dispendiosa sia questa smania di viaggiare, scoprire, ritornare.

Quindi forse il bilancio di quest'anno non sarà poi così negativo; non perché abbia visto e viaggiato a sufficienza, ma perché mi accontenterò del fatto, senza l'ansia del futuro, né rimpianti per il passato.
Ed ora devo iniziare a convincermi di quello che ho appena detto.
Buon anno. E buon vento.


17 dicembre 2006

Il presente assente

E' ormai più di una settimana che Francesco ed Atas sono andati via. Abbiamo passato un fine settimana intenso e bello.
Stare con loro, confrontarmi con le loro diverse sensibilità, mi ha fatto capire quanto sia importante avere amicizie e fare conoscenze ben oltre il nostro consueto campo di vita.
Atas, in particolare, ha fatto un elogio del socialismo incredibile... lui che l'ha vissuto fino all'età di sedici anni, periodo in cui la Lituania si staccò dall'URSS.

Ora che i giorni mi concedono qualche attimo in più per pensare al futuro, mi accorgo di sbagliare, poiché rifuggo il presente.
Da tale parossistica situazione nasce il mio turbamento.
Il WWT è definitivamente accantonato, a causa (o per merito) dei miei genitori. Di tornare a Pisa non se ne parla per il momento.
Scelta ragionevole mi sembrerebbe fare Economia a Trento.
Ma è ragionevole?
Ho mai fatto scelte ragionevoli negli ultimi 10 anni?
E poi cosa significa ragionevole?

6 dicembre 2006

L'invasione pagana


Domani verrà a trovarmi, e si fermerà per qualche giorno, Francesco Ragonese, detto anche, per motivi che non sto qui a raccontarvi, "Virus".
La prima settimana a Cambridge, nel lontano Giugno di questa estate, sono stato a casa sua, dormendo a volte anche in tre, in una stanza di un metro per 2. E' un personaggio mitico, che ho conosciuto lungo il Cammino per Santiago de Compostela, e che dopo una vita di vagabondaggi si ritrova a fare il professore in una amena scuola media di Conegliano Veneto.
Dopodomani si unirà a noi Atas, nostro comune amico lituano, conosciuto in Inghilterra. Verrà anche lui per qualche giorno a stare da me; ha l'aereo che arriva a Ciampino ma non so se riuscirà a raggiungere questa terra lontana, nel Sud del Belpaese...
In ogni caso, se questa improbabile comitiva riuscirà a ritrovarsi, sono sicuro, ci divertiremo un mondo! Nelle ultime e-mails con Atas, l'oggetto era Italy pagan crusade... perché lui ha sempre sostenuto che uno della sua terra, tra le più pagane sulla faccia del globo, senza credi o religioni di alcun tipo, nella cattolicissima Italia ci sta stretto.
I presupposti sono buoni per una maratona di 4 giorni densi di eventi goliardici!