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27 aprile 2012

Settimo giorno: Helsinki

Dopo una nottata nella suite extra-lusso (per un "gradito" errore nella prenotazione) del traghetto Stoccolma-Turku, l'alba della Finlandia ci ha accolto come una promessa di incanto.
Abbena sbarcati abbiamo guidato fino ad Helsinki, in tempo per poterla girare tutta già in giornata.

La prima impressione è di una città più "friendly" rispetto alle altre capitali scandinave e in qualche modo più moderna, più protesa al futuro. Non a caso, in molti punti della città, il design moderno incontra l'antico, creando un connubio armonico e misurato.

Ultima nota: il ritornare a vedere i prezzi in euro è stato un piacevole sentore di casa!









26 aprile 2012

Sesto giorno: Stoccolma

La più "europea" delle capitali nordiche ci ha accolto con un dedalo di strade, ponti, tunnel e un'infinità di piste ciclabili che hanno messo a dura prova le nostre capacità di guida!
Stoccolma è bella, elegante e un po' spocchiosa. Proprio come le sue abitanti bionde e con gli occhi azzurri.

Ora attendiamo l'inbarco sul traghetto che ci porterà in Finlandia e festegeremo i miei trent'anni, sul mare del nord, aprendo una bottiglia di spumante trentino.
E domani, Helsinki!






Nel mezzo del cammin...

Nel mezzo del viaggio, praticamente a metà dei chilometri previsti, mi sveglio in un vecchio fienile adibito ad hotel, con di fronte un castello, un lago e verdi colline piene di rocce. Il tutto ricoperto da un muschio che sa di antico.
Ecco, la Svezia, per me, è in quel tappeto muschiato che ricopre ogni cosa, come la patina del tempo che di sé riveste le cose.
Ed ho 30 anni.
Magnifico modo di festeggiare il compleanno: farsi trovare, dal tempo, in viaggio...






25 aprile 2012

Quinto giorno: da Oslo verso Stoccolma

Lasciata la Norvegia, siamo tornati in Svezia e abbiamo puntato verso Stoccolma.
Stanchi delle solite serate nelle capitali nord europee, ci siamo fermati su un lago a 60 km da Stoccolma, in un parco naturalistico stupendo.
Torniamo ora da una passeggiata notturna nei boschi, dove caprioli, daini e alci camminavano con noi.






Quarto giorno: Oslo

Dopo un'abbondante colazione a Copenaghen, abbiamo attraversato il ponte che porta in Svezia e ci siamo goduti diverse centinaia di chilometri fra boschi di betulle e laghi silenziosi (sulle rive dei quali abbiamo bevuto del buon mate portato da casa).
Arrivati in Norvegia, per la prima volta dall'inizio del viaggio, abbiamo "assaporato" la lieve paura della Dogana, memoria di un'Europa di decenni fa. Giunti in serata nella capitale, col favore della luce che tarda a calare, abbiamo fatto un giro in centro, scoprendo che Oslo è un bel "salotto" vista mare, nel quale la modernità si sposa con una storia antica, fatta di genti straniere, di navi e di venti.
Ma il viaggio continua...





24 aprile 2012

Terzo giorno: Copenaghen

Dopo una traversata notturna di 250 km da Berlino a Rostock e due ore di traghetto da Rostock a Gedser, alle prime luci dell'alba eravamo in suolo danese.

Copenaghen, o più correttamente Copenhagen, l'abbiamo quindi potuta visitare per tutto il giorno (serata inclusa, vista l'ora a cui sto scrivendo). Decisamente bella, sebbene poco "vivace" per essere una capitale.

Di questa città mi porto l'immagine dei battelli che "dormono pigramente" nei canali, solo a tratti disturbati dal chiacchiericcio dei turisti, ignari della storia di viaggi e tempeste che i loro legni hanno vissuto...




22 aprile 2012

Postcards from Berlin

Secondo giorno: turista nell'immensa Berlino. Ho fatto a piedi circa 25 chilometri. Ma ne è valsa la pena. Ogni angolo di questa città ha la sua bellezza, e spesso nasconde un sua vita indipendente da quella della megalopoli.

Ora vado in aeroporto a prendere mio cugino Francesco. E punteremo dritti a Copenaghen!















1° giorno: Trento-Berlino

Passo del Brennero Italia-Austria
Partenza da Trento alle ore 9.00, arrivo a Berlino alle 19.00. Con 4 pit-stop solo per fare gas (che qui si chiama LPG) e benzina.
Dopo 940 chilometri la stanchezza si sentiva, ma non ho rinunciato a fare un giro in centro.

La prima, spontanea, riflessione che mi veniva da fare è che Berlino somiglia a Londra, a Roma, a Milano, a New York. Ogni grande città si somiglia. Allora a cosa serve viaggiare se ogni parte del mondo è simile ad ogni altra? Beh, la verità si nasconde nei dettagli...
Ed ecco che vengono fuori le solite riflessioni politico-economiche.

Negozio di orologi antichi a Berlino
Ad esempio, il vedere i tanti locali chic affollati, mi ha ha fatto capire che qui davvero la crisi economica che sta imperversando per il resto d'Europa non sanno nemmeno cos'è. E pensare che se avessero il marco sarebbero in crisi anche loro. Già, diciamo la verità, la Germania se la spassa perché il valore dell'euro è tenuto basso dagli altri stati europei che non se la passano bene; se avessero la loro valuta nazionale, si apprezzerebbe a tal punto che le esportazioni ne risentirebbero e la "locomotiva tedesca" rallenterebbe. Credo quindi che deliberatamente pongano mille freni alla risoluzione definitiva della crisi: a loro conviene.
La ricchezza della città si scorge ad ogni angolo: io che sono appassionato di orologi credo potrei passare mesi per i negozi del centro.

Ma tutta questa civiltà non la scorgo... Tanto per fare un esempio, quando l'ignaro pedone percorre con il verde l'attraversamento pedonale, di colpo scatta il rosso. Niente giallo. Ecco, lasciatemelo dire, il giallo è un segno di civiltà. Lasciamo perdere il fatto che in Italia, se siamo al volante, lo interpretiamo come "accelera, sta per scattare il rosso"; ma per i pedoni quell'avviso prima della transizione al rosso, è una cortesia, un segno di civiltà. Mentre qui per i pedoni esiste solo il rosso e il verde (che dura qualche millesimo di secondo). Se volete leggerci dell'ironia, fare pure, siete sulla strada giusta.

Mio cugino, in fase di preparazione del viaggio, ebbe a dire: "Ricordiamoci che qualche migliaio di anni fa, mentre noi creavamo il Diritto scritto, con la "D" maiuscola, loro tagliavano la testa agli ambasciatori."
Ecco, vorrei dire a Monti di non andare troppo dietro alla Merkel. Hanno solo da imparare dalla nostra cultura millenaria.
Lietzensee park, Berlin, Germany

20 aprile 2012

On the road in Northern Europe

Mi è sempre piaciuta la frase “Il viaggio non comincia al momento dell’uscita da casa e non finisce con il rientro”. E benché sia stata formulata da un esperto di marketing turistico (Sandro Billi) per indicare il volume di user-generated content prodotti dai turisti su ogni aspetto dalla loro esperienza di viaggio (dalle città visitate alle strutture ricettive, passando per il cibo, gli stili di vita, ecc.), io l'ho fatta mia in un'accezione più poetica: il semplice fatto di lasciare le certezze del quotidiano alla volta di luoghi ed esperienze nuove ci cambia, lascia il segno.

Ed è con questo spirito di apertura al cambiamento che, da diversi mesi, stavo maturando l'idea di un viaggio "intenso", come è stato il Cammino di Santiago o il "Road Trip" negli Stati Uniti.
Finché un bel giorno, alla soglia dei 30 anni, scopro allo specchio i primi capelli bianchi e lo interpreto come un segnale di via: meglio partire subito, tanto il tempo ci cambia comunque.

Ok, si parte, è deciso. Dove?
La mia politica di life-time management è di non tornare negli paesi già visitati (la vita è troppo breve e il mondo troppo vasto per permettersi di tornare dove si è già stati).
Quando mi sono "fermato" a Trento avevo deciso che avrei continuato il folle progetto del Giro Completo del Mondo (Whole World Trip) un po' alla vota; step by step, ogni anno avrei cercato di vistare una nazione nuova. Ma ormai sono fermo dal viaggio in Liechtenstein del 2010, anche perché gli stati "a portata di mano" sono finiti.
Bisogna quindi spingersi più in su, nel profondo Nord. E magari allargarsi anche ad Est, che a quel punto diventa "di strada".
Nasce così l'idea di un viaggio in macchina "estremo", che consenta di visitare tutto il Nord Europa e parte dell'Europa dell'Est. Questi i passaggi principali: Trento - Berlino - Copenaghen - Oslo - Stoccolma - Helsinki - Tallinn - Riga - Vilnius - Varsavia - Vienna - Trento.
9 capitali e 10 stati (Italia, Germania, Danimarca, Norvegia, Svezia, Finlandia, Estonia, Lettonia, Polonia, Austria); il tutto in soli 10 giorni, dal 21 al 30 aprile.
Considerando che dei 10 stati ben 6 sono nuovi alla mia chek-list, è un buon passo avanti nel progetto WWT. In pieno stile FAST TOURISM, come avevo teorizzato tempo fa!

Unico "arruolato volontario" alla missione: mio cugino, che incontrerò all'Aeroporto di Berlino-Schönefeld domenica 22 alle 23 (per guadagnare un paio di giorni sulla tabella di marcia).

La preparazione di questi giorni è stata intensa, perché i tempi sono strettissimi e la pianificazione doveva essere fatta al minuto (a questo link c'è il Trip Planning dettagliato del percorso e qui il pdf scaricabile). Ma è anche questo il bello di un viaggio, che inizia ben prima della partenza da casa e non finisce di certo quando si rientra...

15 aprile 2012

Invito al viaggio


Ti invito al viaggio in
quel paese che ti somiglia tanto.
I soli languidi dei suoi cieli annebbiati
hanno per il mio spirito l'incanto
dei tuoi occhi quando brillano offuscati.
Laggiù tutto è ordine e bellezza,
calma e voluttà.
Il mondo s'addormenta in una calda luce
di giacinto e d'oro.
Dormono pigramente i vascelli vagabondi
arrivati da ogni confine per soddisfare i tuoi desideri.
Le matin j'écoutais
les sons du jardin
la langage des parfums
des fleurs.

(Canzone di Franco Battiato - testo ispirato alla poesia "L'invitation au voyage" di Charles Baudelaire)