... sperando che sia davvero la fine.
Blog "di viaggio" di Luca Martino, dove Filosofia, Politica, Economia, Marketing, Web e SEO sono di strada.
Cerca nel blog
14 novembre 2010
Berlusconi's Photostory
Photostory della fine di un dramma umano. Che è stato per decenni il dramma dell'Italia.
4 novembre 2010
IAB Forum 2010: the web is alive!
Sono di ritorno dallo IAB Forum di Milano (si tratta del più importante evento in Italia dedicato alla comunicazione interattiva, al web e alle evoluzioni nel web advertising).
Come alla fine di ogni conferenza in cui i relatori sono tanti, gli argomenti molteplici e tutti interessanti, nella testa ronzano ancora tante frasi, tanti spunti di riflessione, ma anche tante domande irrisolte.
Una di queste riguarda la domanda provocatoria di Chris Anderson, con cui si è aperto il forum, ovvero: "il web è morto?"
Sebbene tutti i relatori abbiano cercato di ribadire che il web è vivo ed in gran fermento, qualche dubbio sul futuro del www ce l'ho. Il dubbio nasce da una semplice constatazione: di idee veramente innovative in due giorni di conferenze e workshop, non ne ho viste. Se si esclude un nuovo strumento di Google per il web marketing, nuove idee non se ne sono viste.
Il mondo delle cosiddette "apps" è molto più vivo, grazie a player super-innovatori come Apple.
Ma il web è fatto da persone che amano la condivisone libera dei contenuti. Ed è proprio l'amore per il "free, open and smart" che forse lo salverà.
Come alla fine di ogni conferenza in cui i relatori sono tanti, gli argomenti molteplici e tutti interessanti, nella testa ronzano ancora tante frasi, tanti spunti di riflessione, ma anche tante domande irrisolte.
Una di queste riguarda la domanda provocatoria di Chris Anderson, con cui si è aperto il forum, ovvero: "il web è morto?"
Sebbene tutti i relatori abbiano cercato di ribadire che il web è vivo ed in gran fermento, qualche dubbio sul futuro del www ce l'ho. Il dubbio nasce da una semplice constatazione: di idee veramente innovative in due giorni di conferenze e workshop, non ne ho viste. Se si esclude un nuovo strumento di Google per il web marketing, nuove idee non se ne sono viste.
Il mondo delle cosiddette "apps" è molto più vivo, grazie a player super-innovatori come Apple.
Ma il web è fatto da persone che amano la condivisone libera dei contenuti. Ed è proprio l'amore per il "free, open and smart" che forse lo salverà.
24 ottobre 2010
Democrazia
Io affermo che il nostro mondo, il mondo delle democrazie occidentali, non è certamente il migliore di tutti i mondi pensabili o logicamente possibili, ma è tuttavia il migliore di tutti i mondi politici della cui esistenza storica siamo a conoscenza.
22 settembre 2010
Equinozio d'autunno
L'equinozio d'autunno è imminente, l'estate è ormai un ricordo.
Ma anche i ricordi si evolvono con noi, e il modo raccontare ciò che è stato assume forme diverse dal solito.
Sarà per questo che oggi mi piace ricordare l'estate appena trascorsa attraverso le foto di mia figlia, perché era lei la protagonista dei luoghi che visitavo; non più, come è stato per tanti anni di vagabondaggio per il mondo, i luoghi stessi.
Ma anche i ricordi si evolvono con noi, e il modo raccontare ciò che è stato assume forme diverse dal solito.
Sarà per questo che oggi mi piace ricordare l'estate appena trascorsa attraverso le foto di mia figlia, perché era lei la protagonista dei luoghi che visitavo; non più, come è stato per tanti anni di vagabondaggio per il mondo, i luoghi stessi.
| Marica a Loppiano |
| Marica al Duomo di Parma |
| Marica sui prati dell'Altopiano della Paganella |
| Marica al Festival della Filosofia di Modena |
| Marica a mare alla Piana di Sant'Agostino |
| Marica ad una festa in campagna a Canezza |
| Marica al Lago di Levico Terme |
| Marica alla Fiera del Camper |
| Marica sulle Dolomiti del Brenta |
| Marica la Lago di Molveno |
31 agosto 2010
Punti in comune tra Berlusconi e Gheddafi
Tra i tanti punti in comune tra il dittatore libico Gheddafi e quello italiano, Berlusconi, ce n'è uno che continua a stupirmi: il loro profondo rispetto per le donne!
E cresce ancora la vergogna di essere italiano...
E cresce ancora la vergogna di essere italiano...
24 agosto 2010
Whole World Trip su WIRED
L'informazione del terzo millennio è un'informazione che corre ad una velocità inimmaginabile appena mezzo secolo fa.
Corre, si diffonde, rimbalza, permane.
Può così capitare che leggendo il numero di agosto 2010 di Wired, rivista che parla di internet, nuovi media e innovazione tecnologica, capiti di trovare una frase già letta. Nel mio caso, addirittura, scritta da me.
Si è trattato infatti di una frase scritta sul profilo di Twitter collegato al blog Whole World Trip. La frase si è perfino guadagnata una posizione di rilievo, in apertura del magazine, a pagina 15.
Il che mi ha fatto piacere, ma nello stesso tempo mi ha fatto riflettere sul potere di diffusione dei nuovi canali web (e dei Social Network in particolare).
Dopo aver riflettuto, a mo' d'esercizio di "psicomagia", ho cancellata il tweet (come si chiama in gergo) dalla mia bacheca, quasi a rivendicarne una paternità negata dal canale stesso, il web, che diffonde e rende raggiungibile da chiunque qualsiasi contenuto.
Ma quel tardivo "elimina" era vano. Quel pensiero era addirittura su carta stampata e, molto probabilmente, sarebbe sopravvissuto a questo blog (e al suo editore).
Ed è questa la riflessione ultima che mi veniva da fare: l'informazione del terzo millennio permane.
È molto meno volatile di quel che si pensa, grazie soprattutto alla sua rapida diffusione su più canali e diversi supporti. Permane in un archivio di email, in un post su un blog, permane in commento su un Social Network, in una pagina di una rivista. Permane perfino nell'indicizzazione di un motore di ricerca (nonostante Google Caffeine!).
Questo concetto mi era noto, poiché lavoro sul web quotidianamente, ma mai prima mi era capitato di "viverlo", cioè di capirlo fino in fondo.
In conclusione, la frase che parlava di #Wired l'ho riscritta, per sancire definitivamente che non mi apparteneva più. Era del web, era di tutti.
Corre, si diffonde, rimbalza, permane.
Può così capitare che leggendo il numero di agosto 2010 di Wired, rivista che parla di internet, nuovi media e innovazione tecnologica, capiti di trovare una frase già letta. Nel mio caso, addirittura, scritta da me.
Si è trattato infatti di una frase scritta sul profilo di Twitter collegato al blog Whole World Trip. La frase si è perfino guadagnata una posizione di rilievo, in apertura del magazine, a pagina 15.
Il che mi ha fatto piacere, ma nello stesso tempo mi ha fatto riflettere sul potere di diffusione dei nuovi canali web (e dei Social Network in particolare).
Dopo aver riflettuto, a mo' d'esercizio di "psicomagia", ho cancellata il tweet (come si chiama in gergo) dalla mia bacheca, quasi a rivendicarne una paternità negata dal canale stesso, il web, che diffonde e rende raggiungibile da chiunque qualsiasi contenuto.
Ma quel tardivo "elimina" era vano. Quel pensiero era addirittura su carta stampata e, molto probabilmente, sarebbe sopravvissuto a questo blog (e al suo editore).
Ed è questa la riflessione ultima che mi veniva da fare: l'informazione del terzo millennio permane.
È molto meno volatile di quel che si pensa, grazie soprattutto alla sua rapida diffusione su più canali e diversi supporti. Permane in un archivio di email, in un post su un blog, permane in commento su un Social Network, in una pagina di una rivista. Permane perfino nell'indicizzazione di un motore di ricerca (nonostante Google Caffeine!).
Questo concetto mi era noto, poiché lavoro sul web quotidianamente, ma mai prima mi era capitato di "viverlo", cioè di capirlo fino in fondo.
In conclusione, la frase che parlava di #Wired l'ho riscritta, per sancire definitivamente che non mi apparteneva più. Era del web, era di tutti.
5 agosto 2010
Red Books
La collezione di Libretti Rossi cresce...
Con il RedBook di Ogilvy. Per ricordare che la comunicazione è importante.
Con il RedBook di Ogilvy. Per ricordare che la comunicazione è importante.
29 luglio 2010
Una volta un pubblicitario mi disse...
"Non scrivere mai un annuncio che non vorresti far leggere alla tua famiglia.
Non mentiresti a tua moglie. Allora non farlo con la mia."
8 luglio 2010
Mi vergogno di essere italiano
Ebbene sì, mi vergogno di essere italiano.
Ho atteso anni prima di arrivare a dire una frase così forte. Lo penso da tanto tempo, ma mi ero sempre detto: "... però l'Italia è anche il paese di Gino Strada e Corradino Mineo!"
Ho cercato per anni, quindi, di pensare ai lati buoni del nostro Paese, nella vana speranza di uno scatto d'orgoglio di questa martoriata Italia.
E poi oggi è arrivata la notizia. Al culmine di un periodo in cui il confronto quotidiano tra i telegiornali nazionali e quello che scrive la stampa estera mi ha particolarmente depresso.
La notizia è che Berlusconi ha "prestato" la sua voce per uno spot pubblicitario per promuovere il turismo in Italia. Un breve video rivolto prima agli italiani e poi, probabilmente, da trasmettere anche sulle reti estere.
Ditemi che paese civile utilizzerebbe la voce del Presidente del Consiglio per uno spot pubblicitario?!
Ma la cosa che mi fa più incazzare non è il fatto che un personaggio politico usi soldi pubblici e il potere datogli dal ruolo che riveste per "farsi bello" in Italia e nel resto del mondo. La cosa che mi fa davvero innervosire, da professionista che lavora nel campo della pubblicità, è che si tratta di un'operazione assolutamente controproducente.
La prima cosa che si studia per una campagna pubblicitaria è il target, ovvero il destinatario preferenziale del messaggio. Quindi, ad esempio, se devo vendere un paio di scarpe colorate e giovanili probabilmente non utilizzerò una musica di Chopin come sottofondo del mio spot televisivo.
Tornando al caso "Spot per Italia", come si può scegliere uno speaker che è odiato da metà degli italiani e dal 99% dei cittadini non italiani??
Chiunque sia mai andato all'estero non solo come semplice turista, ma abbia avuto un qualche contatto con cittadini europei ed extraeuropei, sa benissimo qual è la domanda che tutti gli pongono circa la politica italiana: "Ma come fate ad essere governati da un dittatore e starvene buoni e tranquilli??".
Senza alcuna esagerazione, questo è quello che molti amici mi domandavano quando ero in giro per l'Europa.
Ricordo un amico di Pisa che, quando andavamo ai congressi all'estero di Euroavia (un'Associazione di studenti di Ingengeria Aerospaziale), indossava sempre una maglietta con su scritto, nelle principali lingue del mondo, "IO NON HO VOTATO BERLUSCONI".
Se qualcuno ha la pazienza di leggere gli articoli che i giornali di tutto il mondo pubblicano circa "Silvio il Papi", potrà avere un'idea di come sia diffuso il disprezzo per il politico e per l'uomo Berlusconi. Il politico per l'incompetenza, il conflitto di interessi, le sue dichiarazioni spesso offensive verso paesi o leader stranieri e la collusione con la Mafia; e l'uomo per le sue battute di dubbio gusto, le sue losche storie di sesso, le sue decantate amicizie con dittatori suoi simili e, soprattutto, per il suo smisurato ego.
La stampa e le televisioni estere, non censurate come quelle italiane, hanno informato correttamente questo "target straniero", che ovviamente prende in giro gli italiani; tutti, sia quei cretini che Berlusconi l'hanno votato, sia quell'altra parte che, pur con qualche sospiro, questo Dittatore se lo tiene.
Stanti così le cose, chiunque, e ripeto chiunque, anche la più stupida agenzia pubblicitaria, non avrebbe potuto realizzare lo spot che tutti abbiamo visto sui telegiornali di questi giorni. Che senso avrebbe, se non quello di farci ridere dietro da milioni di persone nel resto del mondo e mortificare metà dei cittadini italiani?? Evidentemente è uno spot commissionato per appagare l'egocentrismo del Premier Berlusconi, non c'è altra spiegazione in termini di marketing.
È un tributo alla sua immagine, mascherato da operazione per il sostegno dell'economia nazionale: secondo quanto detto alla stampa il motivo principale che ha portato alla realizzazione dello spot è quello di invogliare gli italiani a fare le vacanza in Italia (e quindi non portare euro fuori dai confini nazionali).
... Mi ricorda tanto quell'idea di autarchia del periodo fascista.
Insomma, ogni mattina mi alzo e lavoro 14 ore per rendere l'Italia un posto migliore e l'Italia, invece di rimboccarsi le maniche per risolvere seriamente i tanti problemi economici e sociali che l'affliggono, pensa a risollevarsi con la voce del suo uomo più "rappresentativo", buttando via soldi per uno spot/tributo alla sola persona di Berlusconi!
E no, non mi va. Se non trovo nel giro di poco tempo persone sufficienti a fare una Rivoluzione, mi sa che emigro in qualche paese più civile...
Ho atteso anni prima di arrivare a dire una frase così forte. Lo penso da tanto tempo, ma mi ero sempre detto: "... però l'Italia è anche il paese di Gino Strada e Corradino Mineo!"
Ho cercato per anni, quindi, di pensare ai lati buoni del nostro Paese, nella vana speranza di uno scatto d'orgoglio di questa martoriata Italia.
E poi oggi è arrivata la notizia. Al culmine di un periodo in cui il confronto quotidiano tra i telegiornali nazionali e quello che scrive la stampa estera mi ha particolarmente depresso.
La notizia è che Berlusconi ha "prestato" la sua voce per uno spot pubblicitario per promuovere il turismo in Italia. Un breve video rivolto prima agli italiani e poi, probabilmente, da trasmettere anche sulle reti estere.
Ditemi che paese civile utilizzerebbe la voce del Presidente del Consiglio per uno spot pubblicitario?!
Ma la cosa che mi fa più incazzare non è il fatto che un personaggio politico usi soldi pubblici e il potere datogli dal ruolo che riveste per "farsi bello" in Italia e nel resto del mondo. La cosa che mi fa davvero innervosire, da professionista che lavora nel campo della pubblicità, è che si tratta di un'operazione assolutamente controproducente.
La prima cosa che si studia per una campagna pubblicitaria è il target, ovvero il destinatario preferenziale del messaggio. Quindi, ad esempio, se devo vendere un paio di scarpe colorate e giovanili probabilmente non utilizzerò una musica di Chopin come sottofondo del mio spot televisivo.
Tornando al caso "Spot per Italia", come si può scegliere uno speaker che è odiato da metà degli italiani e dal 99% dei cittadini non italiani??
Chiunque sia mai andato all'estero non solo come semplice turista, ma abbia avuto un qualche contatto con cittadini europei ed extraeuropei, sa benissimo qual è la domanda che tutti gli pongono circa la politica italiana: "Ma come fate ad essere governati da un dittatore e starvene buoni e tranquilli??".
Senza alcuna esagerazione, questo è quello che molti amici mi domandavano quando ero in giro per l'Europa.
Ricordo un amico di Pisa che, quando andavamo ai congressi all'estero di Euroavia (un'Associazione di studenti di Ingengeria Aerospaziale), indossava sempre una maglietta con su scritto, nelle principali lingue del mondo, "IO NON HO VOTATO BERLUSCONI".
Se qualcuno ha la pazienza di leggere gli articoli che i giornali di tutto il mondo pubblicano circa "Silvio il Papi", potrà avere un'idea di come sia diffuso il disprezzo per il politico e per l'uomo Berlusconi. Il politico per l'incompetenza, il conflitto di interessi, le sue dichiarazioni spesso offensive verso paesi o leader stranieri e la collusione con la Mafia; e l'uomo per le sue battute di dubbio gusto, le sue losche storie di sesso, le sue decantate amicizie con dittatori suoi simili e, soprattutto, per il suo smisurato ego.
La stampa e le televisioni estere, non censurate come quelle italiane, hanno informato correttamente questo "target straniero", che ovviamente prende in giro gli italiani; tutti, sia quei cretini che Berlusconi l'hanno votato, sia quell'altra parte che, pur con qualche sospiro, questo Dittatore se lo tiene.
Stanti così le cose, chiunque, e ripeto chiunque, anche la più stupida agenzia pubblicitaria, non avrebbe potuto realizzare lo spot che tutti abbiamo visto sui telegiornali di questi giorni. Che senso avrebbe, se non quello di farci ridere dietro da milioni di persone nel resto del mondo e mortificare metà dei cittadini italiani?? Evidentemente è uno spot commissionato per appagare l'egocentrismo del Premier Berlusconi, non c'è altra spiegazione in termini di marketing.
È un tributo alla sua immagine, mascherato da operazione per il sostegno dell'economia nazionale: secondo quanto detto alla stampa il motivo principale che ha portato alla realizzazione dello spot è quello di invogliare gli italiani a fare le vacanza in Italia (e quindi non portare euro fuori dai confini nazionali).
... Mi ricorda tanto quell'idea di autarchia del periodo fascista.
Insomma, ogni mattina mi alzo e lavoro 14 ore per rendere l'Italia un posto migliore e l'Italia, invece di rimboccarsi le maniche per risolvere seriamente i tanti problemi economici e sociali che l'affliggono, pensa a risollevarsi con la voce del suo uomo più "rappresentativo", buttando via soldi per uno spot/tributo alla sola persona di Berlusconi!
E no, non mi va. Se non trovo nel giro di poco tempo persone sufficienti a fare una Rivoluzione, mi sa che emigro in qualche paese più civile...
30 giugno 2010
Sherlock Holmes e il Dr. Watson in Campeggio
Sherlock Holmes e il Dr. Watson vanno in campeggio.
Dopo una buona cena ed una bottiglia di vino, entrano in tenda e si mettono a dormire.
Alcune ore dopo, Holmes si sveglia e, col gomito, sveglia il suo fedele amico: "Watson, guarda verso il cielo e dimmi cosa vedi... "
Watson replica: "Vedo milioni di stelle."
Holmes: "E ciò, cosa ti induce a pensare?"
Watson pensa per qualche minuto: "Dal punto di vista astronomico, ciò mi dice che ci sono milioni di galassie e, potenzialmente, miliardi di pianeti. Dal punto di vista astrologico, osservo che Saturno è nella costellazione del Leone. Dal punto di vista temporale, deduco che sono circa le 3 e un quarto di notte. Dal punto di vista teologico, posso vedere che Dio è potenza e noi siamo solo degli esseri piccoli ed insignificanti. Dal punto di vista meteorologico, presumo domani sarà una bella giornata.
Invece lei cosa ne deduce?"
"Watson, ma vaffanculo... ci hanno fregato la tenda!!!"
Iscriviti a:
Post (Atom)





