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18 luglio 2007

Poche news prima di partire per l'America

E' un po' che non scrivo su questo blog. Principalmente perché sono stato davvero incasinato, e poi perché col tempo questo sito è diventato come una responsabilità... è sempre lì a ricordarmi che devo partire, che non posso fermarmi.

Paradossalmente in questi ultimi mesi ho comprato casa a Trento, ho incrementato il lavoro ed ho viaggiato sporadicamente, solo per tornare a Calvi Risorta.
Stando così le cose, tutte le piccole novità (come l'esame per Promotore Finanziario che ho fatto ad inizio luglio, gli amici che ho rivisto dopo tanto tempo, ecc.) mi sono sembrate inadatte ad essere inserite nella cornice del WWT.


Ma il sito era lì, a ricordarmi del progetto, del sogno. Per cui, ora che la prossima tappa del Whole World Trip è imminente, mi sono sentito in grado di scrivere due righe.

Dopodomani si parte.

Aereo: Roma-Zurigo, poi Zurigo-Washington.

Compagni di viaggio ribattezzati per l'occasione:
  • Ciccio Pasticcio
  • Dario Calvario
  • Luca Granduca/Tartaruga/Pro-Fuga/... (c'è una certa indecisione a tal riguardo)

Macchina che probabilmente ci porterà in giro per gli States: Chevrolet Equinox

Percorso programmato: nessuno

Tappe programmate: nessuna

Filosofia di base: Find Your Way in USA

In poche parole, partiamo "alla ventura", per non dire da veri sprovveduti! Ma è il modo migliore per vivere l'esperienza americana senza l'ansia di passare a tutti i costi per le principali città, visitare i più famosi musei, ecc. Solo la striscia di asfalto, deserti sconfinati, e un briciolo di follia.

Spero di aver modo, lungo la strada, di aggiornare il blog, di tanto in tanto. In ogni caso dovrei tornare nella seconda metà di agosto, per cui un mese senza news è probabile. Buona estate a tutti. E buon viaggio.

25 giugno 2007

...viaggio in Un Secolo Amaro

Vorrei poter dire che vado a visitare l'America, ma credo che andrò solo negli Stati Uniti.

Di tutto quell'enorme continente inizio forse con la parte più contraddittoria, quella che non viene certo da apprezzare per le scelte di politica estera, né per quelle di tipo etico, fatte da una società completamente schiava del consumismo.
Gli USA sono sicuramente tra i principali responsabili dei piccoli a o grandi conflitti dello scorso secolo, e pare siano fermamente interessati a rimanere al primo posto, pena un arresto del proprio Prodotto Interno Lordo.
Quelli di Skull & Bones mai sarebbero disposti a perdere uno 0,1% di crescita, ... indipendentemente dal surriscaldamento del pianeta o dai danni delle bombe intelligenti.

Ma gli Stati Uniti d'America sono anche un paese dal fascino indiscusso, dove tutto è grande, immenso, e dove la natura sembra essere rimasta selvaggia come nei secoli scorsi.
Un Paese grande non è necessariamente un grande Paese, ma viaggiare un po' per quelle terre sarà sicuramente interessante.
Con un paio di compagni di avventura, da metà luglio a metà agosto, noleggeremo una macchina e percorreremo la mitica Route 66, attraversando da costa a costa l'America del Nord, magari sentendoci più pionieri che turisti.
E anche se siamo solo delle vittime dell'inconscio sogno americano, voglio credere che lo facciamo per curiosità, più che per passione.




9 maggio 2007

Back to Pisa

Ciccio Veltre si è laureato, ed io, dopo un anno di assenza da Pisa, sono tornato.
Ho preso il treno da Trento alle 4 di mattina, e dopo un'odissea di 8 ore, sono giunto nell'Aula Magna della Facoltà di Ingegneria in tempo per la discussione della tesi.
Ci voleva un evento storico come questo per riportarmi in terra toscana. In effetti ho lasciato Pisa a Maggio dello scorso anno e non ci ho più messo piede.

In questo anno sono successe tantissime cose. Per riassumerne la portata cito solo l'ultima: oggi ho spostato la mia residenza a Trento, da Calvi Risorta.
Tra una fuga da una casa piena di amianto ed un cambio di residenza, c'è stato di tutto... e a ben rileggere questo blog mi rendo conto di aver sommariamente raccontato un po' di queste storie.
In ogni caso, come tutte gli eventi che suscitano riflessioni, e soprattuto "bilanci", mentre ero a Pisa mi sono domandato se quest'anno di fuga era stato proficuo; la risposta è stata positiva, mi sono reso conto che ho fatto la scelta giusta, e tornando indietro la rifarei identica.
L'ultimo anno è stato tra i più interessanti che possa ricordarmi, e mi ha permesso di creare una prospettiva di crescita maggiore di quanto potessi sperare.

Il rivedere gli amici di Sinistra Per e tutti i compagni lasciati a Pisa mi ha un po' rattristato, perché è evidente che le nostre vite ormai sono su binari diversi; ma i distacchi fanno parte del cammino, l'importante è far bene quel poco di strada che ci è dato di fare insieme.
Resta l'umano dispiacere del non poter più condividere tante esperienze...
Le comitive di amici ritrovate nel fine settimana scorso, mi mancano moltissimo! In quei giorni la Babilonia Pisana mi ha assalito con veemenza, tant'è che ancora non mi sono ripreso dopo i festini nella dimora dei Scigliano Brothers, la cui squisita ospitalità è pari solo alla loro eccellente sregolatezza!

Pisa è una città di cui è facile disinnamorarsi. Ma per gli amici è il contrario. Chi si è conosciuto a Pisa, specialmente in condizione di studente fuori sede, difficilmente perderà mai i contatti con i propri compagni.
Perciò tra un pranzo da Mariano e una gita al Lago di Massaciuccoli, ho ritrovato lo spirito goliardico di un tempo, che avevo quasi scordato.
Non che con gli amici che ho qui non mi diverta... ma quando si è studenti si ha un'altra testa, ed è quella condizione mentale a dare un senso di leggerezza e spensieratezza che poi, col tempo, inevitabilmente, si perde.


3 aprile 2007

Vietato Obbedire!

Sto leggendo un libro davvero interessante, circa il '68 a Trento.
"Vietato Obbedire" è una entusiasmante ma disillusa ricostruzione di quei mitici anni, scritta da Concetto Vecchio.
Leggere la storia della nascita della facoltà di Sociologia a Trento e le vicende dei lunghi periodi di contestazione, mi ha fatto ricordare emozioni provate a Pisa, quando la militanza nella rappresentanza studentesca assorbiva moltissimo tempo.
La prospettiva temporale mi aiuta a vedere tutti gli errori di tanta dedizione, ma anche a capire quanto sono stato fortunato ad avere dei compagni con cui condividere un periodo in fondo bellissimo ed irripetibile.
Anche qui a Trento, non potendo rinnegare la mia natura, mi sono imbarcato in una nuova campagna di critica al sistema. Questa volta lo sfogo è stato contro Banche e Sindacati, che qui in Trentino stanno trattando in maniera monopolistica il mercato della Previdenza Complementare. Ho scritto una lettera ai giornali regionali, che dopo appena due giorni è stata pubblicata.
Venendo da esperienze decisamente positive di collaborazione con i Sindacati (in Toscana), mi ha sorpreso il tipo di agire degli stessi qui in Trentino Alto Adige.
In ogni caso mi sento ogni giorno più stanco, quindi farei bene a lasciar perdere di combattere contro i mulini a vento.
In fondo al cuore, però, rimane la convinzione che bisogna dare il nostro contributo sempre, ed in tutti i campi in cui ci troviamo ad agire, per cambiare la società. Come diceva Mauro Rostagno, uno degli studenti più impegnati durante il '68 a Trento: "Noi non vogliamo trovare un posto in questa società, ma creare una società in cui valga la pena trovare un posto".

3 marzo 2007

La leggenda dell'Ebreo Errante

Qualche giorno fa mi veniva in mente la Leggenda dell'Ebreo Errante. Se ne trovano in letteratura diverse forme, con leggere differenze, poiché appartiene ad una tradizione orale molto antica, che solo nel 1235, nel libro "Flores Historiarum" di Roger de Wendover, appare scritta per la prima volta. Comunque la storia è all'incirca questa:

Quando Gesù fu condannato alla crocifissione e fu costretto a portarsi la propria croce da sé, a metà strada si fermò a riposare davanti ad una bottega. Attratto dalle urla della folla uscì dalla bottega un uomo: “Va più lontano! Non voglio che tu ti riposi davanti alla mia bottega!”, disse irato l’uomo avendo paura di fare la stessa fine del Maestro. Gesù rispose: “Io andrò e fra poco riposerò, tu andrai e mai ti fermerai, come il popolo ebraico”. Mentre sul Golgota si eseguiva la condanna capitale di Gesù e dei due ladroni, il proprietario della bottega iniziò il suo eterno errare. La sua presenza è stata segnalata ovunque per il mondo, ed in ogni periodo storico; un particolare lo contraddistingue: la sua ombra non si ferma mai sul terreno, a ricordo del suo tormento.
Ci sono poi versioni che a dire il vero mi piacciono di più, dove l'Ebreo è condannato ad errare come punizione per aver negato un sorso d'acqua a Gesù; in questa versione vedo la condanna al vagare senza meta come una metafora della Ricerca inappagata, della sete impossibile da soddisfare,... poiché si ha sete di quell'Acqua che appaga per l'eternità, quella Fonte che si è rifiutato di riconoscere. C'è chi vede nella Leggenda dell'Ebreo Errante il simbolo dell'intera razza ebraica, destinata a vagare per il mondo dopo la diaspora, e chi, secondo uno studio più critico su questa tradizione popolare, riconosce le tracce della propaganda antisemita che ebbe inizio nel IV secolo d.C. ad opera dei cristiani. Ma al di là di quanto possa esserci di vero nelle origini di tale racconto, resta il potere evocativo di un'immagine unica nel suo genere: questo personaggio che non può fermarsi in nessun luogo, che è condannato a vagare assetato di riposo e di pace interiore, e che sconta una colpa enorme.
...Beh, io ancora non ho capito qual è la mia colpa.

Le radici artificiali

In questi giorni, a Trento, ho meditato sul "perché" delle mie ultime scelte.
Ieri ho svolto e superato l'esame ISVAP per l'iscrizione all'albo dei Consulenti Assicurativi e Finanziari, la settimana prima ho firmato il compromesso per l'acquisto di un appartamento, e tra un po' inizierò anche l'avventura universitaria qui.
Quando mi guardo dall'alto, non mi riconosco. Nel senso che, in fondo in fondo, sento di fare qualcosa non proprio consono alla mia natura. Mi sento portato per una libertà assoluta, senza vincoli o legami che possano limitare la mia voglia di fare e conoscere. Eppure ho intrapreso una strada diversa. In effetti, mi sono reso conto che quello che sto facendo è un po' un pormi dei limiti, dei paletti, delle radici in un luogo ed un contesto, in modo da poter contenere questo spirito peregrino che mi ritrovo.

Anche se distante dal mio paese, qui ho sempre l'opportunità di incontrare i miei amici e parenti. Qualche settimana fa sono saliti i miei genitori, la settimana prima era venuta mia cugina Ada da Roma, e tra qualche giorno spero di riuscire ad andare a trovare un amico a Venezia.
Insomma, queste occasioni di incontro ripagano ampiamente delle rinunce fatte.
Ma quanto può durare ciò?

22 febbraio 2007

Non voglio parlare di politica


Non voglio parlare di politica, no, questo non è un blog d'opinioni più o meno banali sui fatti della politica italiana o internazionale.
Voglio parlare di quanto è bello e variopinto il popolo italiano.
Ma forse oggi sono troppo incazzato per scrivere questo post. Ne parliamo un'altra volta.

6 febbraio 2007

Cles e Rovereto


Il Trentino è davvero bello. La prima settimana sono stato a Cles, in Val di Non, da un amico, facendo due ore di viaggio ogni mattina per andare a lezione nella sede INA di Trento.
Ora sono alloggiato nella residenza studentesca di Rovereto, a 15 minuti di treno da Trento.

A Cles ho avuto la fortuna di conoscere un gruppo di giovani medici che lavoravano nell'ospedale di Cles con il mio amico, ed insieme a loro ho visitato un po' le valli.
Domenica scorsa abbiamo fatto una "ciaspolata" in Val Pusteria, sull'Alpe di Rodengo; un posto incantevole.
Ora, qui a Rovereto, avverto di più la salitudine. Ma credo sia una conseguenza inevitabile del viaggiare. Chi non ha casa, non può avere vicini, recitava un proverbio cinese. E forse è vero, viaggiare senza sosta porta a rompere continuamente legami.
Però un altro proverbio, sempre cinese, diceva: non c'è gioia più grande che trovare nuovi amici, non c'è dolore più grande che separarsi dai vecchi amici.
E' quindi, in fondo, una continua altalena, dove l'animo del viaggiatore è comunque messo a dura prova.

21 gennaio 2007

Le tre giornate di Milano

L'altro ieri sono tornato da Milano. Ora sono a Calvi per preparare le ultime cose; la prossima settimana mi trasferirò a Trento, per iniziare lì una nuova avventura.

In quel di Milano ho potuto incontrare due carissimi amici, Lorenzo (in foto) e Luigi, il Poeta. Del Poeta non dispongo di foto, essendo egli una persona riservata e prossima al successo, quindi considera un paparazzo chiunque osi scattargli una foto : ) .
Mentre con Lorenzo ci siamo concessi diverse, compromettenti, foto (anche con la statua di Indro Montanelli), ma per ragioni di decenza, evito di pubblicarle tutte.

Rivedere un amico è un po' come tuffarsi in un altro tempo, in quello che si era quando ci si è conosciuti, nel tipo di vita che si faceva, nel genere di discorsi che ci accomunavano.
E quindi, mentre con Luigi parlavamo di sciamani, con Lorenzo, ad ogni piè sospinto, avanzando anarchici per Corso Buenos Aires, masticavamo lenti le stupidaggini della politica italiana, sempre pronti a maledire ora Berlusconi, ora Bush, ma pur sempre critici nei confronti di chi non sapeva incarnare la nostra, rossa, idea di Sinistra.

Milano, di rosso, ha solo il nuovo negozio della Ferrari in pieno centro. Per il resto è un inno smodato al sodalizio capitalismo-consumismo.
Ma dire che "si stava meglio quando si stava peggio", o che "non li fanno più i monumenti di una volta", non giova certo al presente, a quello che di concreto possiamo fare e dare noi, qui ed ora.
Quindi, con stanca determinazione, ci accontentiamo di quel volontariato, o impegno politico, che ancora ci fa sentire vivi, fattivi, concreti.

...E con altrettanti stanchi automatismi, l'Homo Faber di questa fredda città, prende l'ultimo tram per Piazza Caneva, ormai impermeabile alla fatica ed al disgusto di viaggiare in questo caotico formicaio, dove la vivibilità è un concetto per ricchi, sicuri nei loro attici, come poltrone imbottite, adagiate sulla schiena dei lavoratori.

16 gennaio 2007

Il giro del mondo finisce a Trento?


...Questa è la riflessione che ho fatto oggi, dopo l'ultimo colloquio in INA-Assitalia, quando mi hanno offerto un posto come Consulente Finanziario nella sede di Trento.

All'uscita dell'ufficio del Direttore Generale di Agenzia, non capivo perché fossi così triste.
E poi d'un tratto ho realizzato la verità: senza nemmeno aver iniziato, il Whole World Trip era arrivato ad un punto morto; già ipotecavo i prossimi 4 anni della mia vita per studio e lavoro.
Pur iniziando Economia a settembre, il lavoro sarà molto impegnativo, perciò anche brevi viaggi per cancellare qualche capitale dalla lista delle tappe del WWT sono per il momento esclusi.
Continuerò, però, ad aggiornare questo blog... sia per perseverare nel ritenere possibile un progetto tanto folle, sia perché, magari, qualcuno dei miei amici o conoscenti si sta ancora chiedendo che fine avrò fatto, e qui, anche se saltuariamente, troverà traccia delle mie ultime vicissitudini.

Domani andrò a Milano, ad incontrare un amico di Calvi, Luigi Sarto, noto come "Il Poeta", e Lorenzo Pessa, un "Compagno" dell'Università, col quale ho avuto anche il piacere di fare oltre 800 km in bici, verso Santiago De Compostela.
Trento, per ora, può aspettare.