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4 gennaio 2008

Withe Landscape


Ieri sera, alle 21.40, dopo 8 ore del solito megaviaggio sui soliti treni affollati e progettati per viaggiatori senza valigia, sono arrivato a Trento con Maria Giovanna. E nevicava.
Trento bianca, di notte, è stupenda.
Anche questa mattina, appena svegliato, lo spettacolo che si è rivelato alla tenue luce del sole è stato bellissimo: neve tutta intorno, che, come un colore sfumato di Friedrich, smaterializzava il paesaggio e lo rendeva surreale.

Come di consueto ho fatto una foto al ciliegio nano che ho sul balcone di casa... silenzioso testimone del susseguirsi repentino delle stagioni.
La cosa strana (e decisamente piacevole) di quando nevica, è che il freddo è più che sopportabile; la temperatura si attesta intorno agli 1-2 gradi e rimane costante. Ho sofferto il freddo molto di più, ad esempio, questo Capodanno, in Toscana. Sono stato per 3 giorni, con quasi tutta la famiglia da parte di madre, a Loppiano, vicino Firenze, e, benché ci fosse spesso il sole, il freddo era tagliente.

Ed ora una poesia sul nuovo anno che ho scritto in un attimo di scoraggiamento a Capodanno del 2006.


Titolo: 01/01/2006, ore 6.05 a.m. (alla finestra)
L'alba del nuovo mondo,
il sole del nuovo anno,
sorge lì, dietro le montagne.
Ed io non la scorgo.

Buon 2008 a tutti. E buona vita.



19 dicembre 2007

Un anno a Trento


Si avvicina ormai un anno che sono a Trento.
Fisicamente ora mi trovo a Calvi, sono sceso per il Natale, mentre a Capodanno saremo a Loppiano, vicino Firenze. Dicevo che, seppur lontano dalla mia nuova sede, stavo pensando a quest'ultimo anno passato a Trento. Mi sembra ieri che sono salito per un colloquio di lavoro ed ho poi deciso, senza troppo pensarci su, di iniziare una nuova esperienza.
A Trento, nonostante la lontananza dagli amici e dalla famiglia, si sta bene. D'altronde è la prima città in Italia per qualità della vita.
Ma non basta una classifica del Sole24Ore per spiegare quello che di bello io trovo in Trento.
Diciamo che sembra, o è, il luogo dove lo stridore della miseria dell'uomo e delle sue aspirazioni più nobili si nota meno. Mi spiego con un esempio.
Il giorno dopo essere arrivato qui a Calvi Risorta, sono andato a Napoli in macchina a prendere Maria Giovanna, che aveva finito con l'università e tornava a casa per le feste.
A causa del traffico, blocchi alla circolazione e incidenti, ho impiegato tre ore per fare circa 50 km. Il tutto accompagnato da cumuli di immondizia lungo le strade. Anche se la vista del Golfo di Napoli è sempre una emozione bellissima, lo sconforto per le cose brutte viste lungo la strada ha preso il sopravvento. E a sera ero triste, come se avessi fatto visita ad un luogo di guerra.
A Trento è diverso. E siccome sono in una fase della vita in cui ho bisogno di una relativa tranquillità esterna (perché sono fin troppo incasinato dentro), questa nordica città mi si è rivelata un luogo davvero piacevole dove lavorare e studiare.
Spesso la bellezza convive con le cose brutte, ma a volte è possibile trovare un equilibrio tra le forme, la natura, le persone. E' questo equilibrio a darci un'idea di armonia, che ha il potere di condizionarci positivamente.
Anche mio fratello Marco, che è stato a Trento con me alcuni giorni, ha scorto questa armonia, ed ha sintetizzato il suo pensiero ritoccando una foto fatta al Pedavena (un'osteria tipica dove producono dell'ottima birra chiara con metodi artigianali).

Cambiando discorso, volevo lasciare i link alla canzone che avevo scritto dopo i fatti della Thyssenkrupp: musica - testo e accordi. Suona e canta Marco, ovviamente, perché io sono stonato.

Che altro dire,... auguri.
Per ora di buon Natale, e se non ci sentiamo, anche di buon anno nuovo.

Be a good engineer, Alfredo.





Oggi ho fatto il primo esame a Economia. E' andato bene.
E mentre io ricomincio d'accapo, un mio amico, un grande compagno (N.d.R. forse più socialista che comunista!), domani finisce la sua avventura alla facoltà di Ingegneria di Pisa.
Auguri, Alfredo.

Ti dedico questa saggia vignetta, fornita dal vulcanico Lorenzo.
Mi spiace non poter venire a Pisa, ma è come se fossi lì con voi.
Be a good engineer!

16 dicembre 2007

Il posto dell'anima

Sono anni che tra i miei film preferiti c'è Il posto dell'Anima di Riccardo Milani. Eppure dopo i fatti degli scorsi giorni all'acciaieria della ThyssenKrupp, ho sentito l'esigenza di rivederlo. E consiglio a chiunque non l'abbia ancora visto di vederlo. Ho anche scritto una canzone. Se trovo il coraggio di rileggerla la metto sul blog.

29 novembre 2007

La consapevolezza che ti può cambiare la vita

"Ogni giorno sei messo alla prova, e quello che hai vissuto ti fa credere di aver diritto ad un risarcimento. Ma bisogna fermarsi in tempo. Allora ti lasci sorprendere da gesti inaspettati, apparentemente piccoli, ma pieni di nuova consapevolezza che ti può cambiare la vita."

dal film Nero Bifamiliare di Federico Zampaglione

Christmas Time


Sono a lavoro. Mi concedo una pausa.
Qui a Trento sono venuti per qualche giorno i miei genitori, e mio fratello che rimarrà qualche mese.
In famiglia si apprezza di più quest'aria natalizia che si va diffondendo per la città. Tra mercatini, addobbi, luci, vin brulé e dolci tipici è impossibile rimanere indifferenti.
E' già Natale. E domani sarà già passato.

27 novembre 2007

A joke on more: I due mendicanti

Due mendicanti sono seduti uno accanto all'altro in una strada a Roma. Uno tiene davanti a sé una croce, l'altro la stella di Davide. In molti passano e guardano i mendicanti, ma lasciano i soldi solo cappello del mendicante che siede dietro la croce. Un sacerdote passa, si ferma, e osserva le numerose persone che fanno la carità solo al mendicante seduto dietro la croce, mentre che nessun dà i soldi a quello con la stella di Davide. Dopo un po', il sacerdote si avvicina al mendicante dietro la stella di Davide e gli dice: "Povero te! Ma non capisci? Questo è un paese cattolico, questa città è il centro del cattolicesimo. La gente non ti darà dei soldi se siedi con la stella di David davanti a te, soprattutto se hai accanto un mendicante con una croce. Anzi, può darsi che diano dei soldi a lui per dispetto a te!" Il mendicante dietro la stella di Davide ascolta il sacerdote; poi si gira verso il mendicante con la croce e dice: "Moishe, guarda chi cerca di insegnare marketing ai fratelli Goldstein."

25 novembre 2007

Un anno fa lasciavo Cambridge


E' esattamente un anno che ho lasciato Cambridge.
Dopo 5 mesi di vita anglosassone, la mattina del 25 novembre del 2006 facevo le valige in gran fretta (causa una notte di addii molto lunga) e prendevo l'aereo da London Stansted per Roma.

E' solo un caso che si siano succedute, nelle ultime settimane, molte riflessioni più o meno malinconiche circa lo scorrere del tempo. Ma le date impongono di fermare la mente, e di volgersi indietro.
In un anno sono successe davvero tante cose.
Ho cambiato università e facoltà, ho iniziato a lavorare, ho comprato casa, ho vissuto tra Cles, Rovereto e Trento per mesi, prima di trovare fissa dimora; in questi mesi ho mangiato scatolette e pane per toast, e ho viaggiato anche 4 ore al giorno per raggiungere il luogo di lavoro o tornare al mio giaciglio; ho conosciuto molti nuovi amici, ho fatto qualche viaggio interessate, ed anche "IL viaggio", quello negli Stati Uniti d'America.

Sì, un anno intenso. Ma quello che rende insopportabile il peso dei ricordi, sono tutte le persone fantastiche che ho conosciuto e poi perso lungo la strada. Tutti gli amici che sento sporadicamente e che hanno ognuno la propria vita e la propria storia, di cui io forse non saprò mai niente.
A loro voglio dedicare questi fiori.

Questa foto l'ho scattata la mattina del 25 novembre di un anno fa, quando mi sono svegliato e sono sceso nella common room della casa di Cambridge in Upper Gwydir Street, n° 8. Per capire cosa significano questi fiori bisogna andare indietro di circa 18 ore, al 24 novembre 2006.

Al College Gonville and Caius, durante una festicciola di addio organizzata dai miei amici, Martin, un ragazzo con alcuni problemi relazionali che lavorava come factotum nella Pantry, mi aveva regalato una pacco di fori di plastica, confezionato da lui stesso. Martin era molto timido, visto che in 5 mesi l'avevo sentito parlare per più di un minuto solo tre volte. In due di queste stava cantando una canzone. Il suo, quindi, era un gesto di amicizia inaspettato, molto gradito, ma mi metteva in difficoltà, perché certo non avrei potuto viaggiare con quell'enorme pacco pieno di fiori in aereo. Nonostante ciò mi dispiaceva dover lasciare il ricordo del piccolo Martin.
A risolvere il tutto ci pensò Atas, il mio amico lituano. Tornati dal pub dove avevo dato l'addio alla birra inglese, Atas aprì lo scatolo di plastica trasparente e distrusse la composizione di Martin, sparpagliando i fiori in giro per la casa. Mi disse che quello era il modo migliore per trasmettere gioia a tutti i miei coinquilini e dare un senso al regalo di Martin.

In effetti, la mattina dopo, quando scesi a prepararmi un tè forte per svegliarmi del tutto ed iniziare a fare le valige, la vista dei fiori per tutta la casa fu un'emozione stupenda. La luce che filtrava dalla porta-finestra della common room accentuava il colore dei fiori, trasmettendo un'aria di festa e di armonia che mai mi sarei immaginato di provare il giorno della partenza.
Quei fiori mi ricordano Martin, Atas, Jane, Michael, Reyhan, Vlasta, Armando, Rudi, Sandra, Conci, Costanza, Silvia, Savio, Marcello, Sevan, Paolo, Anna, Federica, Francesco, Sun, Mun, Dushyanth, Julien, Simon, Nicky, Lorenzo, Pablo, Romilda, Vincent, Joao, e tutte le persone che ho avuto la fortuna di conoscere, anche se ora sono lontane.
Vi dedico questi fiori.

24 novembre 2007

Nuova sezione del blog: Funny Jokes

Su input di Lorenzo Pessa, che mi ha inviato la seguente barzelletta in toscanaccio stretto, apro una nuova sezione del blog, ... per ridere. Perché ridere è forse una delle poche cose che vale la pena fare in qualsiasi momento della giornata. Perché ridere è contagioso e si migliora di conseguenza l'ambiente in cui viviamo. Perché ridere fa bene al cuore. Un piccolo cammellino va dal cammello babbo e gli dice: "O' babbo, certo che noi 'hammelli siamo proprio brutti, 'on questi baffacci sul muso..." E il babbo: "Ma il che tu va' a dire, bischero! Brutti i baffi??? Quando tu 'ssei nel deserto, ci sono le tempeste di sabbia e tutti l'altri animali moiano soffocati. Noi ciabbiamo 'baffi, che filtrano l'aria e si 'ampa lo stesso!!!" Il cammellino: "Già, un ci avevo mica pensato....ganzo!" Dopo un po' torna il cammellino e dice: "Certo Babbo, e vero la tempesta di sabbia e' baffi...però noi 'hammelli e siamo brutti lo stesso, bada te che piedoni lunghi e larghi cha ci s'ha!". Il babbo: "cosa???!!! Brutti i piedoni?? Allora tu' se' proprio Bischero! Quando nel deserto l'altri animali affondano nella rena, e 'un riescano a arriva' all'oasi e tirano 'l calzino, noi 'ammelli ci si 'ammina proprio bene e si 'ampa!" Il cammellino: "Te tu ha' ragione, Babbo! E' vero....un ci avevo pensato neanche!" Dopo un altro po' il Cammellino: "Oh babbo, si, 'apisco le tempeste, l'oasi, i piedoni, 'baffi che filtrano. Però noi 'hammelli, hai voglia di dì, e siamo brutti davvero, con queste du' gobbacce!!" E il babbo: "Oooh nini! Che tu vo' dire??? Brutte le gobbe??? Quando nel deserto l'altri animali moiano di sete perche 'un si trova l'acqua, noi nelle gobbe ci abbiamo la riserva d'acqua! E noi si 'ampa!!!" Il cammellino: "Te tu ha ragione un'altra volta! 'un ci avevo pensato." Alla fine torna il cammellino dubbioso e dice: "Certo babbo io 'apisco tutto. La riserva d'acqua nelle gobbe, le tempeste di sabbia, i piedoni, ma mi spieghi una 'hosina, allora?..." "... Che 'azzo ci si fa noi allo zoo di Pistoia??!!"

18 novembre 2007

Nuova impostazione grafica del Blog

Ormai questo blog ha più di un anno e mezzo di vita e, a breve, entrerà nel 2008. Visto il numero sempre maggiore di posts, si rende necessaria un'archiviazione dei contenuti per anno. Da oggi, quindi, nella barra destra dello schermo ci sarà l'archivio dei posts organizzato per anni; sarà comunque possibile aprire o chiudere la classificazione per mesi e per titolo. Spero, poi, di trovare il tempo per migliorare un po' la grafica e aggiungere qualche altra funzione.