Comunque ora non so che strada prendere.
Avevo pensato di concedermi un'altra settimana di vacanza, affittando una moto per andare in Scozia e visitare tutta la parte dell'estremo Nord che non ho ancora visto. Ma visti i prezzi penso dovrei lavorare 20 ore al giorno per il prossimo mese...
Anyway, we'll see.
Take it easy
Blog "di viaggio" di Luca Martino, dove Filosofia, Politica, Economia, Marketing, Web e SEO sono di strada.
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30 settembre 2006
FIAT, capitolo secondo
Comunque ora non so che strada prendere.
Avevo pensato di concedermi un'altra settimana di vacanza, affittando una moto per andare in Scozia e visitare tutta la parte dell'estremo Nord che non ho ancora visto. Ma visti i prezzi penso dovrei lavorare 20 ore al giorno per il prossimo mese...
Anyway, we'll see.
Take it easy
22 settembre 2006
Di ritorno dall'Ungheria
Ieri sono ritornato a Cambridge dopo il breve soggiorno ungherese.
Budapest e' una citta' meravigliosa, piena di fascino. Basta passeggiare lungo il Danubio, o fare un bagno nelle tradizionali terme costruite dai turchi, per sentire il sapore del passato.
Si avverte anche una certa freddezza, forse ereditata dal periodo del regime comunista, ma le persone sono disponibili (pur parlando pochissimo l'inglese!).
La sensazione di "freddezza" la si prova notando il notevole contrasto tra i palazzi storici, risalenti all'impero Austro-Ungarico, e quelli squadrati ed imponenti, del periodo del regime.
Con i miei genitori sono andato poi a visitare il parco nazionale di Bukki-Nemzeti, sulle montagne a nord, a confine con la Slovacchia; ed e' stato interessante vedere anche l'Ungheria dei piccoli paesini, non solo quella delle grandi citta'.
Paesini dove trovi ancora per le strade furgoncini di fabbricazione russa, che misteriosamente funzionano bene da mezzo secolo...
11 settembre 2006
Volando sui cieli dell'Africa...
Ho conosciuto un altro personaggio mitico durante questo mio soggiorno inglese: Joao.
Portoghese, quarantenne senza famiglia in viaggio da una vita. Gran parte degli ultimi 10 anni li ha passati in Sudafrica, lavorando per diverse imprese di costruzione, come surveyor. In realta' all'inizio non capivo bene di cosa si trattasse (perche' la traduzione italiana e' "ispettore"), ma penso sia uno di quegli specialisti che prendono le misure di edifici, case chiese cose...
Ed impianti petrolchimici, soprattutto. Infatti si trova in Inghilterra per lavorare con una ditta che ha un grosso appalto tra le mani in terra inglese.
Mentre gli facevo da Cicerone in Cambridge, lui mi ha raccontato le cose incredibili capitategli nei sui viaggi in lungo e largo per l'Africa.
Il primo immediato effetto dei sui racconti e' che ho molto meno fiducia di prima nella possibilita' di completare tutte le tappe che avevo previsto per il WWT nel Continente Nero.
Il secondo e' che mi e' venuta la paura di volare. Uno studente di Ingegneria Aerospaziale, al quale i sistemi in ridondanza, le norme di sicurezza, i fattori di sovradimensionamento, sono stati insegnati fin dai primi anni, dovrebbe sapere che l'aereo rimane il mezzo di trasporto piu' sicuro... Eppure non e' sempre cosi'!
La maggior parte dellei compagnie aeree africane sono bandite dai cieli europei, ma continuano imperterrite a fornire collegamenti tra tratte interne, con vecchi Antonov guidati da ex-piloti dell'aviazione russa... (quasi sempre accompagnati dalla peggiore vodka di importazione). Gli schianti di queste carcasse volanti sono all'ordine del giorno.
Ma questo non e' tutto! Una volta, Joao era in Mali per fare dei rilevamenti in una miniera. Doveva prendere un volo che collegava il sud con il nord del Mali. Dieci minuti prima della partenza entrano dei soldati armati nell'aereo e dicono a trenta persone (scelte casualmente) di scendere: mostrano un ordine firmato dal "Presidentissimo" in persona! Cosa era successo? Semplicemente si era sotto elezioni ed il presidente, con tutto il suo staff, si stava recando in una citta' del nord per motivi propagandistici; solo che non tutti gli uomini del presidente entravano negli aerei presidenziali... Mi rendo conto che queste cose sembrano assurde, ed invece mi diceva Joao che sono "normali" nei paesi Africani.
A volte penso che il sottosviluppo a cui l'Occidente ha costretto l'Africa sia non meramente ingiusto, ma profondamente crudele. Avrei almeno una decina di altre storie assurde sulle avventure nei cieli Africani di Joao, ma devo scappare; mi devo ancora preparare per il viaggio a Budapest. E speriamo che la compagnia di bandiera ungherese sia un po' meglio...