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02 ottobre 2013

Curarsi col #DataMining dalla sindrome #AntiBerlusconiana e #ScetticoGoogoliana

Questa sera ho seguito il telegiornale e le squallide vicende legate al voto di fiducia in Senato. La giornata intensa di lavoro mi aveva preservato dall'apprendere notizie tanto strampalate quanto tragiche per l'Italia.

Quasi fossi un essere di un altro sistema solare, che all'improvviso si rende conto di vivere nel pianeta sbagliato, ho guardato quegli alieni che mandavano in scena una tragi-commedia di cattivo gusto e con una doppia, se non tripla, pessima regia.
Più che sentirmi indignato, per l'ennesima volta, per lo scempio che si fa della politica, mi sono sentito di non appartenere a questa nazione, a questa gente, a questo mondo. Mi sono sentito un alieno che anela il ritorno a casa, al suo pianeta, che deve essere inevitabilmente diverso da questa Italia.

Con tali cupi pensieri in mente, sono andato sul mio blog e ho fatto un semplice esperimento di Data Mining sull'attività di copywriting di questi 7 anni di web presence (per curiosità, non per deformazione professionale).
Berlusconi batteva Google 18 a 17! Ero sconvolto. Non solo per la persistenza nei miei pensieri di un tale personaggio, ma per il fatto che più volte avevo illusoriamente pensato che fossimo arrivati alla fine del dramma, umano e nazionale, chiamato Silvio Berlusconi. E fin troppi post testimoniano tale pia illusione.

Ma non mi sono limitato a tale evidenza, da buon Data Scientist ho proseguito nell'analisi alla ricerca di significato.
Ed ho scoperto alcuni pattern ricorrenti. In entrambi i cluster (post su Berlusconi - post su Google) si riscontrano queste caratteristiche:
  • è sempre presente un tono di critica (evidente nei post su Berlusconi, velato in quelli su Google);
  • i due soggetti entrano nei post anche lì dove il tema centrale non è direttamente collegato a loro (10 post su 18 per Berlusconi, 11 su 17 per Google);
  • in 3 post i due soggetti sono simultaneamente presenti (4 con quello attuale).
Ho validato i pattern: le caratteristiche individuate sono presenti in 32 su 314 post ; 33 su 315 con questo (ben il 10,2% di tutti i contenuti pubblicati).

Ho in fine cercato di dare un'interpretazione ai pattern individuati. E la risposta è stata sconfortante: il lavoro e la politica, più che passioni, sono diventate ossessioni.

Capito il problema, mi auto-prescrivo la cura: da domani si scrive solo di #Golf.

3 commenti:

  1. MassimilianoSanna18/ott/2013 23:53:00

    D'accordo che a pensare male ci si azzecca, molto difficile accettare la giustificazione della privacy. Ma penso che, alla luce dell'evoluzione algoritmica degli ultimi anni, sia salutare anche per chi fa seo e contenuti fissarsi di meno sulla parola chiave e di più sulla completezza e la qualità del contenuto, sono questi i fattori decisivi per il posizionamento. Comunque anche senza adwords è ugualmente possibile fare un lavoro sulle key, ci sono altre fonti, dal webmaster tool all'incrocio dei dati coi vari collettori di suggest.

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  2. Vero Massimiliano, "a pensare bene", Google sta cercando di allontanare la spasmodica attenzione dei SEO Specialist dalle KeyWord. In fondo l'ultima evoluzione del suo algoritmo, Hummingbird, sta introducendo preponderantemente la semantica nel mondo dei Search Engine (tutti i tentativi precedenti degli altri motori di ricerca non reggeranno il confronto).
    Se quindi Google sarà capace di estrarre significato dalle pagine, potrebbe mostrare un contenuto che parla di un tema anche se in quella pagina non è mai stata usata la keyword o key-sentence digitata dall'utente. In questa ottica, il "not-provided" ha un suo senso.
    D'altronde è sempre stato vero che "Content is the King". Ma se il "re" è schiavo delle parole chiave, allora le cose non funzionano come dovrebbero :-)

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  3. complimenti, Luca!

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